LUI stava seduto di fronte a LEI
un piccolo tavolo rettangolare li divideva
imbandito con sobria minuziosità
un candelabro in argento sosteneva una candela accesa
un vasetto di fiori gialli
e poi tutto il resto
le posate e i tovaglioli e i piatti finemente decorati e il portaspezie con il vano per l'olio e l'aceto
LUI e LEI si guardavano dritto negli occhi
LUI rapito dagli occhi neri di LEI in cui intravedeva la profondità degli inesplorati e più reconditi abissi dell'anima
LEI totalmente assorbita dall'azzurro cristallino degli occhi di LUI nei quali si proiettavano le immagini di cieli limpidi e mari sconosciuti ed esotici
LUI sorrideva timidamente a LEI
LEI rispondeva al suo sorriso con una espressione assai simile e permeata della stessa timidezza
eppure si poteva chiaramente notare che oltre alla timidezza i loro reciproci sguardi fossero intrisi da una sorta di incondivisibile e misteriosa complicità
regnava quasi il silenzio in quella imboscatissima trattoria del centro
quella sera d'inverno frequentata da pochi avventori sparsi ai tavoli qua e là
un altro paio di giovani coppiette
e poi tre manager
presumibilmente tre manager
tre manger solitari
il primo che mentre mangiava sbirciava ansiosamente il display del suo cellulare
un altro con lo sguardo fisso nel vuoto
il terzo che ingurgitava il suo pasto divorando contemporaneamente con gli occhi una pigna di fogli sparsi sul tavolo
l'impianto di filodiffusione emanava a volume bassissimo le impercettibili note di un brano freejazz
LUI si sfilò una scarpa ed iniziò a strusciare il suo piede sulla caviglia di LEI
e poi il suo piede prese a salire verso le cosce che LEI si premurò di divaricare
E poi all'unisono LUI e LEI distesero le loro braccia verso i bordi del tavolo ed agganciarono le loro dita in una stretta fortissima
rimasero in quella posizione per qualche attimo
attimi che nella sospensione di quell'atmosfera ovattata parvero durare un'eternità
poi LUI si ricompose e tirò indietro il busto
e LEI fece lo stesso
le dita delle loro mani si distaccarono
rimaneva sempre quel sorriso velato a tenerli stretti stretti l'uno all'altra
ed allora LEI prese il pane
lo sollevò
gli rese grazie e lo offrì a LUI
lo spezzarono insieme e lo condivisero avvicinando le loro labbra in una masticazione che si confuse ben presto in un bacio lungo e profondo
poi LUI prese il vino e lo sollevò
e gli rese grazie
versò tre dita nel bicchiere di LEI
e glielo offrì
LEI ne bevve un sorso e poi passò quel che ne rimaneva a LUI
LUI dapprima ne assaporò l'aroma e poi lo sorseggiò calmo sino a che non ne rimase neppure una goccia
sollevarono nuovamente i loro busti avvicinando le bocche e scambiandosi ancora un bacio
questa volta più breve ma non meno intenso del precedente
poi si ricomposero
LUI come se fosse cosa di nessuna importanza
con un atteggiamento ostentamente noncurante e distratto
tanto che l'ostentazione così palese ottenne esattamente l'effetto opposto
come spesso accade in taluni casi
d'altronde
in questo modo LUI fece risaltare ancor più il senso ed il valore delle sue parole
due parole come un fulmine a ciel sereno
come una coltellata in petto
come uno sparo nella notte
LUI le mormorò "amore mio"
LEI sorrise di un sorriso più ampio e luminoso e rispose "oh sì...amore"
poi LUI scostò la sedia e si alzò e si diresse verso la porta d'ingresso non prima di averle nuovamente elargito uno sguardo d'intesa passandole dolcemente la mano fra i capelli
aveva bisogno di prendere una boccata d'aria
LEI lo aveva intuito ed aveva lasciato fare senza mostrare alcun segno di disappunto
e poi trascorse del tempo
molto tempo
il silenzio venne rotto dal suono di una sirena che andò a morire come se fosse defunta appena lì fuori
LEI scostò la sedia e si alzò ed uscì all'aperto
una sferzata d'un vento gelido la colpì in viso
voltò lo sguardo a sinistra
un enorme meteorite dai contorni indefiniti che parevano smembrarsi per poi ricomporsi in una massa gelatinosa e trasparente stava lì accanto
appoggiato al muro della trattoria
il buio rotto solo dalle luci intermittenti dell'auto della polizia
qualche passante s'era fermato dipingendo un collage di sguardi attoniti
e poi un odore di marmellata di albicocche e di miele a tempestare l'aria e le narici
e LUI
LUI imprigionato in quella palla trasparente in una posa del tutto innaturale
a suo modo innaturale
chè in realtà pareva un devoto pellegrino con gli occhi sbarrati e lo sguardo e le braccia rivolte al cielo in trepida attesa d'un segno divino
anche un bambino poteva rendersi conto che LUI era morto
era morto così...come muore un uomo che ha necessità di prendere semplicemente una boccata d'aria
quel meteorite di marmellata e di miele che inglobava LUI venne quindi rimosso
il giorno successivo venne posizionato al centro della piazza principale
al posto della statua di Garibaldi
tra il generale stupore
di LEI in città non si seppe più nulla per anni ed anni
Lui se ne rimase imbalsamato a chiedere aiuto a Dio e a cercare una boccata d'ossigeno al centro di quella piazza
LUI esposto allo sguardo ormai indifferente di chi transitava
di LEI si venne a sapere da fonti certe che era morta di morte violenta
un ammazzamento per questioni di gelosia...forse era gelosia...forse
LEI che aveva vissuto la sua vita insieme ad un apicultore di un paese lontano
LEI che aveva coltivato contemporaneamente una lunghissima storia d'amore
d'un amore intenso e distruttivo
con un imprenditore
del ramo confetture
all'albicocca
nooooooo cazzo no! figa le otto cazzo! noooooooo minchia teo sbrigati! le calze le calze le calze ah sì le calze dai dai dai cazzo no al rovescio cazzo rivoltati rivoltati rivoltati calzino dimmerda ecco le mutande le mutande dove? dove? no queste no ah sì nel cassetto queste no queste no queste no ecco sì queste i jeans i jeans i jeans dove cazzo ho messo i jeans?! cazzoooooo!!! in bagno? no qui non ci sono i jeans cazzo aaggià sul tappeto figa che lerci! cazzo metto? cazzo cazzo! quelli neri? no neri no quelli metto i soliti sì i soliti dove cazzo sono i soliti? armadio? apriti apriti cazzo e apriti cazzo maniglia dimmerda! questi no questi no questi no questi no questi? no dove cazzo...? figa no! son tra i panni da lavare cazzo! allora questi sì questi dai dai dai dai dai e chiuditi bottone dimmerda chiuditi chiuditi chiuditi cazzo! la camicia la camicia sì questa! le scarpe le scarpe le scarpe le scarpe queste scarpe? massì queste valà cazzo slacciati nodo dimmerda e slacciati cazzo cazzo cazzo dai dai dai slacciatiiiiiiiiiiiiii!!! i denti i denti i denti il dentifricio fricio fricio ah eccolo qui cazzo ci fai qui? dai dai esci cazzo! ma che è?! cazzo sei? cosa sei????!!! cemento cazzo! e esci cazzo esci!!!! la faccia la faccia...figa scotta! e chi cazzo è adesso? sì pronto? ciao mamma sì mamma sì mamma sì mamma sì mamma sì mamma no mamma no il risotto giallo no ok mamma se ce la faccio passo alle otto sì mamma sì ok sì mamma ciao mamma no mamma no va bene...ok va bene se posso passo se non posso non passo sì mamma ciao mamma eh? sì mamma va bene anzi no non va bene quella la devi prendere alla sera mamma ma ti dico di sì cazzo mamma! alla sera dammi retta no mamma quella è quella del mattino sì mamma sì mamma ciao mamma devo scappare ok ci sentiamo dopo mamma...ma non lo so! verso le due? boh mamma se posso sì passo sì ciaoooooooooo! guarda che metto giù mamma sì mamma sì mamma va bene ciao chiudo saluta papà...eh? va bene diglielo al papà di quella roba dell'assicurazione...come quale roba? ma mamma ma te l'ho spiegato ieri sera vabbè mamma ce lo dico io al papà va beeeeeeeeene sì ciao sì? eh? aggià oggi te le porto se passo se...sì mamma se passo è verso le otto no mamma se passo passo stasera non oggi pomeriggio...non ce la faccio nel pomeriggio sì mamma ok chiudo mammaaaaaaaaa cazzo devo andare cazzo! ciao...madonna santa che fatica cazzo! il cellulare il cell il cell il cell il cell dove cazzo sei cellulare dimmerda?! aspè mi chiamo col fisso allora il numero il numero il numero che minchia di numero c'ho? assì dai dai dai dai cazzo la suoneria disattivata e vibra vibra vibra cazzo! dove cazzo sei? e vibra cazzo! almeno vibraaaaaaaaaaaaaaa!!!! cazzo cazzo nella tasca? il paltò? no qui no la felpa? no...dove sei bastardo?! fammi sentire le tue vibrazioni bastardo! stai calmo teo che quello sennò s'incazza dai dai dai dove cazzo ti sei messo?! nella tasca dei jeans da lavare? sei troppo lì lo so bastardo! eccolo qui...figa ma sei in agonia?! oh cazzo il caricabatterie che dopo ti carico dove sei caricatore eh dove? dove dove dove dove??!! aggià sulla mensola...dai dai dai teo cazzo! le lenti le lenti lenti le lenti e sali sali sali lente di 'sto cazzo e sali aderiscimiti cazzo! eddaje! l'altra l'altra l'altra adesso l'altra cazzo se bruci! chi cazzo è adesso? sì pronto sì...sì...sì...giulio ti posso richiamare tra un pò..sì...no quello era il palinsesto 3487 evento 23 risultato finale X non il 2 ennò io ti ho detto di giocarmi la X...cazzo giulio! quella schedina te la tieni per te e dì al giorgio che se vuole me la gioca lui però la X ci deve mettere che cazzo! ciao sì...ok ci sentiamo dopo...cazzo giulio devo scappare ciao! le chiavi le chiavi le chiavi le chiavi qui no qui no qui no qui ancora no dove cazzo siete chiavi del cazzo?! qui no qui no nel water? no dai nel water no! figa nel water no ma nel bidet sì bastarde che cazzo ci fate nel bidet?! la giacca la giacca la giacca ma la giacca de che??!! il cappotto sì il cappotto meglio il cappotto...il cappotto il cappotto il cappotto ecco sì dai dai dai cazzo teo muoviti muoviti non ti fermare cazzo teo dai! dai dai figa che tardi cazzo! le pastiglie le pastiglie le pastiglie una due tre quattro acqua acqua acqua vado vado vado vado devo andare cazzo! dai teo l'ascensore l'ascensore l'ascensore cazzo dai ascensore dimmerda ascendi cazzo! vabbè le scale ufffff cazzo cazzo cazzooooooooo! buongiorno signora eh? sì sono un pò di fretta mi scusi...sì...sì...mi scusi passo da lei quando torno...va bene signora? non lo so verso che ora...sì sì signora buona giornata grazie prego...noooooooooooooo cazzo le chiavi della macchina cazzo! dai dai dai ascensore discendi a me cazzo ascensore del cazzo figa dai! eddaje! cazzo ma che lento sei?! maddai che vado in bici valà...cazzo dai dai desbrogliati teo cazzo che tardi! angelino! un caffè caldo macchiato ristretto! anzi no un caffè ristretto macchiato caldo! figa ma che tardi è?! tarderrimo cazzo! te lo pago dopo angelì ok? eh? comeeeeeee? come è morto? morto morto? nel senso di defunto? nel senso di trapassato? deceduto? spirato? schiattato? ma cazzo io stavo andando da lui! mavaffanculovà! vabbè dammi un mazzo di carte che mi faccio un solitario...ma pensa te cazzo!...e un grappino...e la gazza dov'è?
questa è la storia di un uomo di altezza media
questa è la storia di un uomo assai magro
questa è la storia di un uomo sui trent'anni
questa è la storia di un uomo che di anni ne dimostra almeno cinquanta
questa è la storia di un uomo malvestito
questa è la storia di un uomo malrasato
questa è la storia di un uomo a cui riesce difficoltoso reggersi in piedi
questa è la storia di un uomo che sembra ubriaco fracido ma non lo è
questa è la storia di un uomo che trascorre le sue notti nel piazzale di quell'autogrill sulla tangenziale
questa è la storia di un uomo che trascorre le sue albe e le sue mattine ed i suoi pomeriggi e le sue sere nel piazzale di quell'autogrill sulla tangenziale
questa è la storia di un uomo con una gran voglia di parlare con qualcuno
questa è la storia di un uomo che quel qualcuno non riesce a trovare
questa è la storia di un uomo che tutti i passanti si guardano bene dall'avvicinare
questa è la storia di un uomo che sa di carne e di sudore e di vino rosso
questa è la storia di un uomo che non si ricorda più come si fa a ridere senza fare finta di ridere
questa è la storia di un uomo che non si ricorda più come si fa finta di piangere senza piangere d'un pianto vero
questa è la storia di un uomo che parla da solo
questa è la storia di un uomo che pensa che qualcuno lo stia magari ascoltando in un qualche sperduto luogo su questo mondo
questa è la storia di un uomo che ha avuto paura
questa è la storia di un uomo che ha ancora paura
questa è la storia di un uomo che ha avuto molto coraggio
questa è la storia di un uomo che ha ancora molto coraggio
questa è la storia di un uomo che farfuglia guardando in faccia le persone aprendo il suo sorriso ormai sdentato
questa è la storia di un uomo che osserva le persone con uno sguardo fisso e la testa che lentamente s'inclina sempre dalla stessa parte
questa è la storia di un uomo che si avvicina ai passanti offrendo il proprio aiuto alla pompa di benzina in cambio magari di una monetina da venti centesimi
questa è la storia di un uomo che chiede aiuto senza far intendere che ne abbia bisogno davvero
questa è la storia di un uomo che di tanto in tanto e senza motivo si mette ad urlare al cielo i suoi oscuri anatemi
questa è la storia di un uomo che si rivolge ai carabinieri di pattuglia facendo ampi gesti con le braccia
questa è la storia di un uomo che vuol fare intendere che tra lui ed i carabinieri vi sia un rapporto intimo e esclusivo che nessun altro uomo potrà mai permettersi di avere
questa è la storia di un uomo a cui i carabinieri prestano un'attenzione alquanto distratta offrendo l'impressione che pendono dalle di lui labbra
questa è la storia di un uomo a cui i carabinieri danno una pacca sulla spalla quando si rimettono in macchina dopo il cicchetto corroborante delle quattro del mattino
questa è la storia di un uomo a cui quel "ciao leo...vedi di fare a modo...ripassiamo più tardi" riempie la vita
questa è la storia di un uomo a cui il cenno e le parole di commiato ed il tono mansueto della voce del brigadiere ricordano i gesti e le parole e le intonazioni di voce del suo amore perduto
questa è la storia di un uomo che è stato innamorato
questa è la storia di un uomo che è ancora innamorato
questa è la storia di un uomo che sarà sempre innamorato di quel suo amore perduto
questa è la storia di un uomo il cui amore è stato un tempo ricambiato
questa è la storia di un uomo che ha perso il primo treno
questa è la storia di un uomo che ha perso il secondo treno
questa è la storia di un uomo che ha perso il terzo treno
questa è la storia di un uomo che ha perso tutti i treni
questa è la storia di un uomo che pensa ancora che vi sia un treno da prendere...gli va bene anche quello sbagliato
questa è la storia di un uomo che ne ha fatte e viste tante
questa è la storia di un uomo che crede di aver fatto e visto tutto
questa è la storia di un uomo che più crede di aver fatto e visto tutto più si rende consapevole (forse) di non aver fatto e visto nulla
questa è la storia di un uomo che vive tutta la sua vita nel piazzale di quell'autogrill sulla tangenziale
questa è la storia di un uomo che vive tutte le sue emozioni nel piazzale di quell'autogrill sulla tangenziale
questa è la storia di un uomo che è uguale a molti altri uomini
questa è la storia di un uomo che ora e sempre sta in quel piazzale anzichè al calduccio di una stanza in qualche bella casetta del quartiere lì accanto
questa è la storia di un uomo che tutti stanno disperatamente tentando di cancellare dalla propria memoria
questa è la storia di un uomo che tutti desiderano ardentemente scordare perchè ricordarselo per molti se non per tutti sarebbe come guardarsi allo specchio
questa è la storia di un uomo che porta con sè tutta la gioia ed il dolore di un uomo
questa è la storia di un uomo che porta con sè tutta la gioia e la sofferenza del mondo...di un mondo...
questa è semplicemente la storia di un uomo
e di un piazzale semideserto
e di una notte illuminata dalla luna piena
e di una pompa di benzina schiaffeggiata dalla tramontana
e di un bar popolato da quattro avventori dallo sguardo assente
e di un barista che si muove lento dietro al bancone
e di un brigadiere grasso e pelato che benevolo elargisce pacche sulle spalle
questa è la storia di un ricordo
dimenticato