29/04/2009
la valigia
Uèlla Gaggio! finalmente chi non vive si rimuore! O forse è il contrario...ma lo sai da quanto tempo è che non ci incontriamo?
No, non lo so
Saranno almeno quattro mesi. Anche tu qui per l'Inter? Mammut, un gutturnio per me e il solito per il Gaggio. Doppio mi raccomando! Non fare il solito tegnone!
Minkia sti marocchini del cazzo stanno sempre striminziti con le dosi. Che poi Mammut è tunisino. Ma sempre marocchino del cazzo rimane, o no? Lo sai che è così no?
No,non lo so
Ma lo sai come finisce stasera? Eh, lo sai?
No, non lo so
Vinciamo uno a zero. Dominando in lungo e in largo. Gol di Oba Oba.
Sicuro come la morte.
Lo sai a cosa stavo pensando prima che tu arrivassi? Eh, lo sai?
No, non lo so
Pensavo che io sono un artista. E pensavo alla funzione dell'arte e dell'artista.
E sai a che pensavo?
No, non lo so
Pensavo che io non so cos'è l'arte per cui non sapendo cos'è non saprei definirne la funzione. E non sapendo questo non so neppure qual è la funzione dell'artista. Ma io so di essere un artista. Un pò incompreso. Altrimenti non passerei 12 ore in una cella frigorifera a catalogare quarti di manzo. Io che dovrei essere catalogato su un catalogo cazzo!
E lo sai perchè sono incompreso, eh lo sai?
No, non lo so
Tu sì che mi comprendi cazzo! Sono incompreso perchè sono brutto e sporco e soprattutto senza una lira in tasca. E non ho una casa e non ho una famiglia e bevo come una sanguisuga e quando mi presento dai galleristi quelli storcono il naso mentre sorseggiano champagne avvinghiati alla solita zoccolona e mi chiedono se ho 3500 euri tanto per iniziare. Ma cazzo sei tu che devi dare la grana a me e non il contrario pezzodimmerda!!!
E allora lo sai che cosa voglio fare, eh lo sai?
No, non lo so
Voglio fare come il Giuliano. Lo sai cosa ha fatto il Giuliano no?
No, non lo so
Il Giuliano s'è prima sposato, ha prolificato. E quando uno prolifica l'ispirazione sale alle stelle. Perchè è noto a tutti che un figlio ti riempie la vita e ti apre nuove prospettive e vedi il mondo e la vita sotto nuove angolazioni e quando vedi il mondo e la vita sotto nuove angolazioni la tua arte ne risulta, come dire, amplificata ed ha cominciato a ridarci dentro di brutto ed ha sfornato capolavori su capolavori ma non perchè si sentiva sereno per aver messo al mondo un figlio. Si sa che la serenità interiore è nemica dell'arte e della creatività e della fantasia. Cazzo mi sto incasinando! Comunque il Giuliano è entrato in crisi perchè ha cominciato a pensare pensieri strani. Ha cominciato a pensare che suo figlio aveva una parte del suo patrimonio genetico. E questo pensiero lo ha mandato fuori di testa. E pensava anche che mettere al mondo un figlio in questo mondo dimmerda è stato un gesto ignobile. E di puro egoismo. Insomma i soliti pensieri del cazzo che vengono in testa al Giuliano. Come se il mondo di un tempo era migliore! Ma non spariamo minkiate! Vallo a chiedere ad un operaio di Manchester se stava meglio adesso o agli inizi dell'800! O a una casalinga di Voghera vai a chiedere se preferisce ritornare al medioevo. E tutte quelle menate sulle guerre e la fame e la sopraffazione dei potenti e dei ricchi sui poveri...vai a vedere se nel 1100 dopo Cristo c'erano meno morti ammazzati e di fame e di stenti e malattie e soprusi e tutte quelle minkiate lì.
Dicevo che il Giuliano è entrato in crisi e si è separato ed è un miracolo che non si sia pure sparato. Ma queste sono cose sue.
E' partito. E lo sai dove è andato? Lo sai dove deve andare un artista che vuole non dico sfondare ma almeno far conoscere la propria arte, eh lo sai?
No, non lo so
E' andato a New York. Cazzo da quelle parti c'è spazio per tutti. E per tutto. E' si o no la patria della libertà d'espressione? E' sì o no il laboratorio del nuovo e del mai visto e del mai sentito?
E spantegava i suoi quadri per le strade e la gente si fermava e qualcuno comprava. Tanto si sa che gli americani, fondamentalmente, non capiscono un cazzo di pittura. Comprano e basta.
Cazzo è pur sempre il quadro di un italiano e ci sta troppo bene sopra la cappa del cucinotto!
Ma gli americani si stancano presto e il Giuliano ha dovuto cambiare repertorio. E si è dato all'arte provocatoria. Quella che provoca. Gli americani sbavano per quelle stronzate tipo il Cattelan. Quello che appendeva i bambini agli alberi e faceva le statue del Woityla che porta la croce. E' una provocazione. Tutti a osannare e a plaudire e a esaltare. Critici e pubblico. A me provoca solo il voltastomaco e per farmelo passare mi metto a sfogliare un qualsiasi tomo sul Caravaggio. E sai che cosa si è messo fare il Giuliano per stare al passo coi tempi ed il gusto? Lo sai?
No, non lo so
S'è messo a fare la cacca. Un'idea già vista a dire il vero. Ma c'era chi se n'era scordato.
Esponeva i suoi merlotti sul marciapiede della Quinta. Ed ecco che quelli del MOMA se lo sono subito accalappiato. Una bella personale nello stand principale. Che poi era un'opera singola. Uno stronzo appena sfornato. Un'opera in divenire. Così recitava la didascalia. Ed infatti il Giuliano tutte le mattine si recava al MOMA e ci pestava sopra un'altra cagata. Ed il montarozzo fecale cresceva di giorno in giorno. Sino a raggiungere dimensioni colossali. Come il successo di critica e di pubblico.
E poi sai cosa è successo, lo sai?
No, non lo so
Un giorno arriva al MOMA un gruppo di bambini autistici con accompagnatori al seguito. Assistenti sociali alquanto solerti. Ma inerti. Un bimbo s'è staccato dal gruppo e si è gettato sull'ammasso dimmerda. E sai come sono certi bambini autistici, lo sai no?
No, non lo so
In rarissimi casi sono coprofagi. Si cospargono dimmerda e la mangiano. E quel bimbo s'è divorato tutto ma proprio tutto. Sotto gli occhi attoniti dei visitatori. Chi rideva, chi urlava, chi piangeva. Chi era attonito appunto. E chi scattava fotografie da tutte le posizioni.
Ma nessuno ha mosso un dito. Troppo spettacolare l'evento. E poi c'era pur sempre la necessità di sporcarsi le mani. E chi è disposto a sporcarsi le mani al giorno d'oggi? Chi?
Comunque è andata a finire che il bimbo è diventato una star del Lettermam Show e una decina di fotografi, non certo professionisti che stavano lì quasi per caso, hanno pubblicato albums che hanno venduto milioni di copie in tutto il globo terracqueo. Ora il bimbo, anzi la madre e il padre e il fratello e la sorella e i nonni del bimbo sono miliardari e stanno in uno sfavillante chalet nel Connecticut. Il bimbo sta in una stanza di non so quale clinica. E lo riesumano per lo Show e qualche comparsata nelle situation comedy. Ed i fotografi espongono alle biennali e alle triennali e alle quadriennali. E il Giuliano è rimasto lì come un pirla. Senza nulla in tasca. Nemmeno uno straccio di merda. Solo due rotoli di carta igienica.
E lo sai che ha fatto, lo sai?
No, non lo so
E' tornato in Italia ed è finito a lavorare in un calzaturificio di Ascoli. E sai cosa mi ha detto della sua esperienza americana, lo sai?
No, non lo so
New York? Bella cittadina! Certo non è Ascoli, non è Foggia.
Tèl là, evvaiiii! Grande Oba oba! Uno a zero e tutti a casa.
Ma lo sai chi ho incontrato sulla 91, lo sai?
No, non lo so
La Elsa. Lo sai che non dipinge più. Adesso fa la massaggiatrice shiatsu. Almeno così dice.
Era tutta bella contenta. Per quanto possa essere contenta la Elsa. Lo sai com'è la Elsa no?
No, non lo so
Non è mai contenta. E come potrebbe essere diversamente?! Senza un uomo da amare, almeno da amare, che poi se si è anche riamati è un optional, un di più che non guasta certo, come il tom tom sul cruscotto della macchina, vabbè ma questa è un'altra storia. E poi la Elsa c'ha anche lo sfratto esecutivo alle porte. Lo sfratto e la polizia. Alle porte e alle calcagna. Era contenta perchè s'è rassodata le caviglie e le gambe e le cosce ed il culo. E lo sai come se l'è rassodate, lo sai?
No, non lo so
Facendo delle gran camminate all'aria aperta. E lo sai che le ho detto, lo sai?
No, non lo so
Le ho detto che visti i risultati le avrebbe fatto bene camminare anche un pò sulle tette.
E lei mi ha voltato le spalle gridando "Charly vaffanculo!!!". Grande la Elsa! Così bella così fiera vai e non fermarti mai!
Cazzo e lo sai anche a cosa stavo pensando? Lo sai?
No, non lo so
Pensavo al suicidio. Ci penso spesso. Ci penso ad ogni istante della mia sporca vita. Che non ha mai pietà e non è mai finita.
Pensavo che non avrei mai il coraggio di suicidarmi.
Perchè in fondo pur sapendo che polvere ero, polvere sono e polvere ritornerò non mi va di lasciare nello sconforto chi mi ama. Te compreso. Pensavo a questo. Al suicidio come atto d'estremo egoismo. Ed alla mancanza di coraggio come espressione di grande altruismo.
E pensavo che non è vero neppure questo. Pensavo che il suicidio è un atto e basta. Cazzo me ne può fregare degli altri quando sarò polvere e cazzo gliene frega agli altri di me quando sarò un mucchietto di polvere? Insomma del suicidio in realtà non so che cazzo pensare. Questo pensavo: che è meglio non pensarle certe cose. Perchè sono per loro stessa natura impensabili. Che se ci penso mi vien voglia di suicidarmi. E tutti a pensare che sono stato tremendamente egoista. Ma l'egoismo fa parte della natura umana o no? E allora perchè tutti, o quasi tutti, dovrebbero darmi addosso? Se l'egoismo è nella natura umana va accettato senza rompere troppo i coglioni, lo sai questo no?
No, non lo so
Ma lo sai da quanto tempo non ti si vede in sezione, lo sai?
No, non lo so
Saranno almeno 17 anni. Ma lo sai che facevi impazzire almeno la Vale e la Silvia, lo sai?
No, non lo so
Maddaiii! La Vale lo sai che apprezzava in te il grande raziocinio, la capacità d'analisi, tutte quelle robe lì insomma, lo sai?
No, non lo so
Tre anni fa s'è messa con un artista di strada. Uno di quelli che camminano sui trampoli e gonfiano palloncini a forma di trota salmonata per i bimbi. E poi è finita in comunità devastata dall'eroina e dalla ricerca dei soliti paradisi artificiali. Un'inferno cazzo!
E lo sai della Silvia, quella che stravedeva per te, per la tua fantasia, e l'irrazionalità e la creatività e tutte quelle robe lì, eh lo sai della Silvia?
No, non lo so
S'è sposata col ragionier Bosetti,l'economo della casa di riposo, tre figli e una villetta a Luino.
Te la ricordi la Silvia? Come ci piaceva prenderla in giro per ore ed ore. Imitavamo paro paro tutti i suoi gesti e ripetevamo come pappagalli tutte le sue parole. Che il Trinca s'incazzava perchè la riunione non poteva andare avanti in quel modo. E allora la Silvia si alzava e si metteva a ramazzare i pavimenti col mocio vileda. E lo scherzo finiva lì perchè a noi di ramazzare cazzo no proprio no!
E ti ricordi cosa continuava a dire la Vale?
Diceva che a lei le battute spiritose uscivano senza pensarci. Se le ritrovava in bocca. E a lei questo non andava giù. Non accettava il pensiero di ritrovarsi in bocca parole non pensate e magari non volute. E tu allora hai abbassato la zip della patta e hai tirato fuori il manganello dicendo "Se è solo questione di metterti a tacere..." Cazzo così meravigliosamente e rozzamente e volgarmente meraviglioso e rozzo e volgare cazzo!!!
E lei s'è innamorata da quel momento lo sai no? Lo sai che è stato da allora?
No, non lo so
Bèla lì! Che ti dicevo, uno a zero e tutti casa. Abbiamo risuolato le scarpe alla squadra dei Della Valle.Lo sai a che pensavo, lo sai? Mentre parlavo lo sai a che pensavo?
No non lo so
Pensavo che dovremmo continuare a frequentarci. Pensavo anche al tuo blog. Lo sai che leggo il tuo blog? O non lo sai?
No, non lo so
Pensavo che dovresti smetterla di scrivere le tue solite cose. Dovresti darci dentro con qualche bel post sulla politica, tipo "fatta la legge gabbato il reato", sulla vita e la morte e l'amore e l'inquinamento e la fame nel mondo e la guerra e la malattia. A proposito, lo sai cosa mi turba di questi tempi? Lo sai?
No, non lo so
Sono malato. Molto malato. Malatissimo. Malaterrimo. E mi sto isolando dal mondo.
Perchè l'effetto più atroce della malattia non è la malattia in sé stessa. Non i dolori e i sudori e gli spasmi e i deliri e tutte quelle robe lì. La cosa più atroce è che pensi solo a te stesso. A come venirne fuori. E più pensi a come venirne fuori più ti cacci dentro. Dentro alle mura dell'isolamento.
E non conta se gli amici o i parenti o chi per essi si prodighino per starti accanto. Fisicamente e spiritualmente. Non te ne importa nulla di questo. E rimani lì tutto concentrato sulla tua persona e sull'involucro che la contiene. E' questa la cosa più atroce. Che la malattia fa perdere il contatto con la realtà. O forse no. Che cazzo ne so...mi sa che sto delirando...per gli spasmi.
Lo sai cosa vorrei fare adesso? Lo sai ?
No, non lo so
O andare a puttane. Ma non ho i soldi. O andare allo zoo comunale per vedere le bestie feroci.
E guardare da lontano l'effetto chefffà.
Che è un pò la stessa cosa. Andare a puttane ed andare allo zoo intendo. Lo sai questo nevvero?
No, non lo so
Beh, Gaggio, ti saluto. Offri tu? A buon rendere.
Ciao e alla prossima. Domenica ci sono i gobbi, lo sai no che incontriamo i gobbi?
Lo so, lo so.
Charly è stato veramente piacevole conversare con te.
Sai una cosa?
Sai cosa penso riguardo alla funzione dell'arte e dell'artista?
No, non lo so
Penso che la funzione dell'arte sia indefinibile.
Però, almeno in parte, si può definire la funzione dell'artista.
E la funzione dell'artista è quella di non rompere il cazzo.
Quando gioca l'Inter.
Cazzo!
***************************
Nella vita,
non si può essere
in disaccordo
su questo,
nella vita
occorre
darsi delle priorità.
Il lavoro,
la famiglia,
i figli,
la casa,
l'amore,
la salute,
la cultura,
l'arte...
tutte quelle robe lì.
Anche io
mi son posto
delle priorità.
Non nella vita.
Della vita.
Sulla vita.
Sono priorità
giornaliere.
E nel giorno
in cui
gioca l'Inter
la priorità
è l'Inter.
E' inutile
che stia a menarmela
per assecondare
magari il mio sogno
il sogno di una vita
la mia vita.
Quello di
diventare piastrellista.
E questa sera uscire
di casa
così
un pò controvoglia
giusto per farmi un goccio
e già che ci sono
guardare la partita
dell'Inter.
Sempre col chiodo
fisso
nella testa.
Il sogno
la priorità della vita
la mia vita.
Diventare
piastrellista.
Uscire di casa
e dopo
tre passi
un dolore incommensurabile.
Rivoli di sangue sul viso.
Cadere a terra.
E morire.
Dal balcone di sopra
distaccossi
una piastrella.
postato da: gaggio alle ore 12:00 | Permalink | commenti (8)
categoria:
28/04/2009
PREMESSA:
sono nettamente
il blogger
più MALCAGATO d'europa
(e Lei ride...lo so)


* * * * * * * * * *

ok raga siete caldi?

OH YEAHHH

ànchio
andiamo col sound...lo scegli tu tato? anzi no facciamolo scegliere al lollo...anzi no al gnogno...o al billy? mannò oggi tocca a scooter...a palla de fuego...vaiiii scooty!!!



su le braccia ok? e uno e due
e uno e due eunoedue eunoedue...ritmo! ritmo! e uno e due eunoedue eunoedue...oh yeahh

OH YEAHHHHHHHH

ahaaaaaaaaaa

AHAAAAAAA

ohooooooooo

OHOOOOOO

su con la gamba sinistra adesso! e uno e due e tre e unoeduetre e uno e uno e uno e due e tre eunoeduetre...
e il cielo è

BLUUUUUUU

e siamo belli???

SIIIIIIIIIII

e siamo forti???

SIIIIIIIIIII

e siamo sani?

SIIIIIIIIIII

e siamo tutti sulle orme di

AKELAAAAA

ok raga siete grandi! ritmo! ritmo! ed ora in verticale sulle gengive! e uno e due e tre e quattro eunoeduetrequattro e uno eunoduetrequattro ohoooooooo

OHOOOOOOO

uhuuuuuuuuuu

UHUUUUUUU

e oggi è

ROSAAAAAA

e domani sarà

MIGLIOREEEEEE

grandi! e uno e due e tre e quattro! su il culo! giù il culo! e su e giù e su e giù esuegiùesuegiù ritmo! ahaaaaaaaa

AHAAAAAAA

ed ora fissate un punto avanti a voi...che c'è il mare azzurro e limpido e petto in fuori...ALT!...gaggio il petto ho detto il petto...in fuori...eccheccazzo!

ah...aggià

ed ora torsione del busto! e uno e due e uno e due eunoedue...inspira espira inspira espira inspira espira ahaaaaaa

AHAAAAAAA

uhuuuuuuuuu

UHUUUUUU

e apro e chiudo e apro e chiudo apro chiudo aprochiudo e apro...ritmo ritmo!!! ohooooo

OHOOOOOOO

e oggi

SI SCOPAAAAAAA

domani

SI SCOPAAAAAAA

dopodomani

SI SCOPAAAAAAA

ok raga noi si ciula

SEMPREEEEE

('nzomma)


e uno e due e uno e due eunoedue e contrai e rilassa e contrai e rilassa e contrai e rilassa cosìììì!!!! e uno e due e tre e quattro e cinque
eunoduetrequattrocinque ritmo!

e siamo sempre più allegroni su
FACEBOOK

e stasera ci troviamo tutti quanti
ALL'ALCATRAZ

a casa dei miei

ehhhhhhhhhh?! ma chi cazzo?! oh cristo gaggiolo! dov'è che vai te stasera?

ehm...c'è che devo andare dai miei...che c'è mia mamma che c'ha gli sbalzi di pressione e allora mi ha chiesto se vado a darle una controllatina e allora io...

ok ok gaggiolo...abbiamo capito che cazzo! vai vai dalla mammotta valà...

e noi tutti quanti
ALL'ALCATRAZ


che ci sta troppo il diggei set con
MARIO +

che ci fa sballare
DI BESTIA

ohhhh

OHHHHHHHHHHHHHH

ahhhhhhhhhhh

AHHHHHHHHHHHHHHHHHH

e su e giù...esuegiùesuegiùesuegiù....


...ALT! gaggio perchè sei distratto?

contrai e rilassa

cazzo gaggio stai concentrato cazzo! e poi a che cosa stai pensando eh? a cosaaaaaa????

beh...dunque...ehm...pensavo che niente mantiene ciò che promette...e poi pensavo che chiunque abbia un pò di cervello sa di essere destinato a condurre una vita stupida perchè non ne esistono di altro genere...ehm

gaggiolo ma che cazzo di pensieri dimmerda c'hai cazzo!!?? ok raga continuamo...ritmo ritmo! e uno e due e uno e due eunoduetre ahaaaaaaa

AHAAAAAAAAAA

ohooooooooooooo

OHOOOOOOOOO

il sole

RISPLENDEEEEEEEE

la luna è

PIENAAAAAAAAAAA

ok raga...siete mitici! e uno e due e uno e due e unoduetrequattrocinquesei ritmo ritmo! su le labbra! giù le labbra! su i malleoli! giù i malleoli! su i popliti! giù i popliti! su la glottide! giù la glottide! su il pancreas! giù il pancreas! e su e giù e su e giù esuegiùesuegiù ihiiiiiiiiiii

IHIIIIIIIIIIII

eheeeeeeeeeee

EHEEEEEEEEE

ritmo! e uno e due e uno e due e tre eunoduetre!
e la vita è

BELLAAAAAAAAAAA
àmàààraaaa

alt! chi cazzo ha detto amara?!

IL GAGGIOOOOOOOOOOOO

opporcatroia gaggio! ma la vuoi finire o no con 'ste minchiate cazzo!...ok metti su te la musica valà che è finito il maicol...scegli te che così cazzo fai qualcosa di utile...vaiii!!!


embè? 'sta cazzo di musica 'ndo cazzo sta?! alza il volume cazzo! ma l'hai fatta partire almeno porca eva?!

è che non so come funziona...

il play cazzo! devi schiacciare il play! ma figa! i basamenti cazzo!

ah...aggià...il play








ma che è 'sta lagna cazzo?! cazzo gaggiolo rimetti il maicol valà e levati dai coglioni cazzo! mi dai ai nervi porca puttana! vai va...vai viaaaa!

ah...beh allora vado

ma dove cazzo vai cazzo?! stai qui! minchia ma prendi tutto alla lettera cazzo!

no è che devo andare veramente

mavalà cazzo! e poi dove cazzo devi andare a quest'ora cazzo?!

no...ehm...c'è che mi chiude la merceria che devo comprare un rotolino di filo grigio che mi si è staccato il bottone del golfino di lana

ossignur!

AHAHAHAHAHAHAH

vabbè allora io vado eh?

vai vai che ti chiude la merceria cazzo! cazzo mi tocca sentire cazzo! vabbè the show

MUST GO ON!!!!!!

don't stop 'till you get

ENOUGH!!!!!


ok raga riprendiamo...su le palpebre giù le palpebre e inspira e espira e inspira e espira inspira espira inspira espira


(a volte si entra in una spirale di aspirazioni in cui si giunge a sperare che a furia di inspirare ed espirare poi si finisca finalmente per spirare...a volte...non sempre...ma a volte sì...a volte)
postato da: gaggio alle ore 12:01 | Permalink | commenti (11)
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22/04/2009

Chagall-Promenade

 

Nel corso della sua vita si era riempito di merda. Giorno dopo giorno. Ora dopo ora. Minuto dopo minuto. Camminava al buio delle sue stanze sbattendo contro gli spigoli dei mobili. Sbattendo anche contro quegli spigoli che non esistevano. Era una percezione del tutto sua. Un'allucinazione. Una dolorosa fantasticheria. Ed appena accendeva la luce si ritrovava pieno di lividi. Nel trascorrere degli anni aveva giurato e spergiurato e aveva tradito e aveva mentito sapendo di mentire. A sé stesso e agli altri. Spudoratamente a volte, al solo scopo di riceverne un tornaconto personale. Più "timidamente" in altre occasioni aveva detto e fatto il falso "a fin di bene". Come si suol dirsi per edulcorare i misfatti reiteratamente perpetrati. E poi aveva illuso e disilluso. E poi si era lavato la coscienza con un atto di contrito pentimento. Aveva umilmente chiesto scusa per i peccati commessi. Aveva recitato quattro Avemaria e dieci Paternoster per poi ritornare, da lì a breve, a comportarsi diabolicamente perseverando nell'errore. Continuando a vivere nell'orrore di altri e più efferati crimini. E giorno dopo giorno, ora dopo ora, minuto dopo minuto, si riempiva sempre più di merda. Quella che lui stesso produceva. Quella che gli altri, più o meno giustificatamente, gli lanciavano addosso. E camminava per le strade della sua città visibile a tutti. Con quel suo peculiare colorito marroncino e quel puzzo nauseabondo che emanava da ogni poro della sua pelle.
E si sentiva profondamente solo. V'era un tempo in cui s'era amato. Vi è stato un tempo in cui si è profondamente detestato. Ora era giunto il tempo dell'accettazione. Sapeva di essere quello che era. Ed era un uomo che col passare degli anni aveva sperimentato come inevitabile quel progressivo, a volte lento, a volte rapidissimo, riempirsi di merda. E sebbene la constatazione a cui era pervenuto, e cioè che tutto ciò fosse in qualche modo e modo e anche maniera inevitabile, si possa facilmente confutare, per lui qualsiasi confutazione risultava un mero esercizio dialettico-filosofico del tutto avulso da "come gira davvero la vita di un uomo in carne ed ossa". E pensieri ed angosce e preoccupazioni e gioie e dolori e soddisfazioni e gratificazioni e sofferenze e colpe ed espiazioni e poi ancora colpe e poi ancora espiazioni e poi sangue e sudori gelidi e poi sperma e poi inebrianti profumi di rose e poi nauseabondi olezzi di carcasse in putrefazione e poi tutto il resto che fa della vita La Vita. E non una pantomima messa in scena per compiacere sé medesimi e gli altri. E magari Qualcuno Lassù. E si sentiva sempre più solo. Quando scendeva giù nella via non incontrava mai nessuno. E non perchè non vi fosse davvero nessuno a passeggio. Il fatto era che tutti gli risultavano invisibili, diafani, trasparenti nella loro trasparenza. Tutti così belli puliti e lustri e netti e lindi e profumati d'un profumo talmente astratto che non riusciva neppure ad annusarlo. Si immaginava che, certo, anch'essi, anche coloro che non riusciva neppur vagamente a distinguere, s'immaginava che anche loro, di tanto in tanto, si macchiassero di qualche peccato, anche grave, anche gravissimo, eppure sapevano trovare gli strumenti adatti per darsi una bella sciacquata sulla pelle e sulla coscienza in modo tale da ritornare trasparenti di una trasparenza talmente trasparente sì che non fosse possibile che qualche loro frammento trasparisse. Tutti così leali e sinceri ed onesti e buoni e giusti e magnanimi e generosi e amorevoli e fedeli ed integri ed integerrimi e tanto più degni di ricever fiducia quanto più erano capaci di infonder fiducia. E a differenza di quanto avveniva nel buio delle sue stanze non si scontrava mai con uno spigolo. Il gomito di qualcuno, la spalla di qualcun altro. Lui era ben visibile e ben odorabile. Gli altri, i trasparenti, si guardavan bene dall'avvicinarlo. Per non correre il rischio di insozzarsi e aver poi la necessità di smazzarsi quella scocciatura di doversi passare in rassegna, ripulirsi con dovizia e perizia. Anche se bastava un semplice mea culpa battuto sul petto ed una prece per sentirsi sberluccicanti come non mai.
In fin dei conti all'Uomo pieno di merda non importava molto del suo sentirsi solo. Ciò che lo tormentava era il senso di inutilità di tutto quel battersi e sbattersi. Che fosse anche consapevolmente finalizzato al riempirsi di merda o che fosse al contrario volto a rendersi sempre più trasparenti e di conseguenza invisibili. Già sapeva in cuor suo che sarebbe rientrato nel ciclo biologico: dalla merda era venuto, merda era nel tempo diventato. E nella merda sarebbe ritornato. Molti anni più tardi di lui non si seppe più nulla. Di certo non era più tra i vivi. Forse s'era riciclato in qualche nuova forma di cacchina. Magari di pecora. Di tutti gli altri si seppe che finirono in un enorme letamaio. Quel Qualcuno Lassù così aveva deciso. Inequivocabilmente. Irrevocabilmente. A quel figlio di buona donna di Quel Qualcuno Lassù stavano in odio le fottute e spesso ipocrite imitazioni di sé medesimo. Un giornò si alzò, si lavò la faccia, bevve un cafferino corretto grappa, si stropicciò gli occhi, ci piantò giù un sonoro rutto seguito da uno sbadiglio, sollevò le maniche della sua camicia di lino grezzo, si lisciò la patta, prese un enorme sacco di juta e lo riempì di tutti i Trasparenti. E li gettò in un oceano di merda. Accompagnandoli con una grassa risata. A seppellirli.

Albeggia.
Come ogni mattina
mi sveglio
prestissimo.
Molto prima
del necessario.
L'insonnia è
una belva
che mi assale
alle spalle.
E sul davanti.
Financo
di fianco.
Sorprendendomi così
all'improvviso.
E mi sbrana.
Ogni notte
ogni giorno
da molti anni.
Intanto
mi domando
che cosa
le sia rimasto
da mangiare.
Ormai solo
esili brandelli
della mia carne
e della mia mente
esausti.
Mi verso
un succo d'ananas
nel bicchiere
di vetro
riciclato
e mi ritrovo
sul terrazzo
a godermi
il sorgere del sole
ed i colori
prima tenui
poi sfolgoranti
del nascente
mattino.
Quel tetto
di fronte a me.
Quello della palazzina
dirimpetto.
Da parecchi mesi
ci deve essere
una copiosa perdita
d'acqua
o di chissà quale
altra
sostanza liquida
da una qualche
tubatura.
Almeno questa è
la mia impressione
osservando che
sorgono cespugli
verdi e rigogliosi.
Un tetto che
è diventato
una lussureggiante
oasi
per decine
centinaia di piccioni.
Una sorta di
stazione termale
per gli uccelli
che vivacchiano
in questa zona
della città.
Anche questa mattina
sono innumerevoli
i piccioni
giunti sul posto
da ogni dove
soprattutto dal campanile
della basilica
a rifocillarsi.
Godersi la lieve
e fresca
brezza mattutina.
E conversare
amichevolmente.
All'improvviso
quasi a rompere
l'incantesimo
del silenzio aurorale
sono planate
sulle tegole
rosse
due cornacchie.
Si tengono
e intrattengono
a qualche metro
per qualche istante
dal folto agglomerato
di piccioni.
Confabulano
tra loro.
Una delle due
si avvicina
dapprima cautamente
poi con atteggiamento
sempre più spavaldo
a quel giovane piccione
che se ne sta
un pò in disparte
rispetto al resto
dei suoi simili
come se prevedesse
che un evento
definitivo
da lì a breve
gli avrebbe tramutato
la vita.
In morte.
E si consuma
la tragedia.
La cornacchia sicario
s'avventa fulminea
sulla povera creatura.
Immobilizza la preda
con le sue
più possenti zampe.
Ed inizia uno stillicidio
di beccate
violentissime.
Il malcapitato
non ha la forza
di divincolarsi
e posso
chiaramente
notare la sua agonia
il lento affievolirsi
della sua reazione.
Fino all'ultimo rantolo.
La cornacchia si accanisce
ancora
sul corpo
ormai esanime
della sua vittima che
per la forza di gravità
rotola lentamente
verso la grondaia
per cascare poi
ai bordi
della via sottostante.
La scena si svolge
nel più assoluto
silenzio.
L'altra cornacchia
è rimasta immobile
all'apice del tetto
a debita distanza.
Osserva
conserva un atteggiamento
altezzoso
impettita ed austera.
Le mancano solamente
un paio di occhiali
scuri
ed un sigaro
nel becco.
Gli altri piccioni
paiono distratti.
Hanno assistito
al barbaro assassinio
nella più totale
indifferenza.
Alcuni continuano
ad abbeverarsi
alla fonte. Altri zompettano
allegramente
inseguendosi l'un l'altro.
Un paio di coppie
appartate amoreggia
con chiaro intento
procreativo.
Le due cornacchie
dopo un ulteriore
e breve consulto
si alzano in volo.
Nella ormai abituale direzione
verso il campanile
della vicina basilica.
Permane un silenzio
gelido
rotto solamente
dalle prime voci
che giungono dalla via
e dai rumori
delle prime auto
che si mettono
in movimento.
Anche io
ho assistito alla scena
immobile
quasi impietrito
col mio bicchiere
di succo d'ananas
stretto forte
tra le dita.
In realtà
ad un certo punto
ho avuto l'impulso
di correre
dentro casa.
Scovare la mia pistola
ad aria compressa
con l'intenzione
di sparare sul tetto.
Per creare
lo scompiglio
per generare
quella confusione che
probabilmente
avrebbe distolto la cornacchia
dai suoi intenti omicidi.
Ma poi ha prevalso
la mia mediocrità.
Me ne sono rimasto
bello impiantato
alla mia sedia
in polipropilene.
I soliti pensieri
di un uomo mediocre.
Ma che cosa c'entro
io
con questa storia?
Non sono affari
miei.
Se è successo
tutto questo
ci deve pur essere
un motivo.
Un regolamento di conti?
L'eterna lotta
per il predominio
sul territorio?
Coll'eterna lotta
che sempre
ne consegue
per poterlo affermare?
La gara di appalti
per assicurarsi
la gestione delle terme?
O più semplicemente
la rivalità
tra specie diverse?
E poi altri pensieri
altre considerazioni.
Sempre più
umanamente mediocri.
Certo un motivo
ci deve essere:
il piccioncino
magari era
un extracomunitario
magari musulmano
magari pure frocio
magari psichicamente
instabile
magari un sovversivo
un irredentista
magari un tossico.
Quel piccioncino.
Pareva.
Magari era.
Per meritarsi
quella fine atroce.
Sì un motivo
in fondo in fondo
a ben pensarci
e ripensarci
ci deve essere
per forza.
Uno di questi motivi.
Almeno così appare
a noi uomini
mediocri.
Meglio così:
un reietto
in meno
sulla faccia della terra!
Il sole alto
ormai divampa.
E avvampa
i cuori.


* * * * * * * * * *

Il sole alto
ormai divampa.
E avvampa
i cuori.
Un reietto
in meno
sulla faccia
della terra!
Ma sì
in fondo,
a ben pensarci
e ripensarci
in fondo
in fondo
così appare
a noi uomini
mediocri.
Uno di questi.
Di motivi.

per forza,
ci deve essere
un motivo.
Magari un tossico
un irredentista
un sovversivo
magari pure frocio
magari musulmano
extracomunitario
magari psichicamente
instabile.
Quel piccioncino.
Pareva.
Magari era.
Per meritarsi
quella fine atroce.
Certo un motivo
valido
ci deve essere stato!
Sempre più
umanamente
mediocri
altre nostre considerazioni
ed altri pensieri.
La naturale rivalità
fra diverse specie?
Una losca gara
d'appalti
per assicurarsi
la gestione delle terme?
Il predominio
sul territorio
coll'eterna lotta
che sempre
ne consegue
per poterlo affermare?
Un banale regolamento
di conti?
Sì certo
se tutto questo
è accaduto
un motivo
ci deve pur
essere.
E non sono
affari miei.
E poi
poi
poi
cosa c'entro
io
con questa brutta
storia?!
Di un uomo
mediocre
i soliti pensieri.
Alla mia sedia
in polipropilene
me ne son rimasto.
Bello impiantato.
Incollato direi.
Anzi scriverei.
Ed è stato così
che alla fine
così come all'inizio
ha prevalso
la mia mediocrità.
Forse
per creare
lo scompiglio
per generare quella
confusione che
probabilmente
avrebbe distolto
la cornacchia
dai suoi intenti
piccionicìdi
forse
avrei dovuto fare
ciò che m'è balenato
anche solo
per un attimo
fra gli oscuri anfratti
della mia mente.
In effetti
ad un certo punto
ho avuto l'impulso
di correre
dentro casa
e scovare la mia pistola
ad aria compressa
con la mia bella
intenzione di sparare
sul tetto.
Col mio succo d'ananas
stretto fra le dita
della mano sinistra.
La mano destra
abbrancata alla ringhiera
per non cader nel vuoto
vinto
ed avvinto
dalla vertigo
io
io
io
immobile
quasi impietrito
io
ho assistito
all'orrenda scena
che s' è presentata
dinanzi i miei occhi
prima socchiusi
poi spalancati
come finestre
al primo sole
di primavera.
Permane
un silenzio gelido
rotto solamente
dalle prime
flebili voci
che giungono
dalla via
e dai gorgoglii
dei motori che
pigramente
si stanno mettendo
in movimento.
Ecco si dirigono
nella consueta direzione.
Quella da cui
sono provenute.
Laggiù
verso il campanile
della basilica.
Ma non prima di
aver svolto
un breve
ed ulteriore
consulto
fra loro.
E a metà
del tragitto
a metà
del cielo
le due cornacchie
si dividono.
Ognuna
per la sua strada
per la sua rotta.
Gli altri piccioni
paiono distratti.
Hanno assistito al
barbaro assassinio
nella più totale
indifferenza.
Alcuni fra loro
hanno per tutto
il tempo
continuato ad abbeverarsi
alla fonte.
Altri zompettano
vanagloriosi
come solo i piccioni
sanno essere
vanagloriosi.
Di una gloria
vana.
Zompettano
inseguendosi l'un l'altro.
Un paio
di coppie appartate 
amoreggia
con chiaro intento
procreativo.
Tutto questo mentre
l'altra cornacchia
quella che
è rimasta immobile
all'apice del tetto e
a debita distanza
una distanza
che pare
fisica
ma anche
come dire
anzi scrivere
spirituale
osserva
con altezzoso atteggiamento.
Impettita ed austera.
Le manca solamente
un paio di occhiali scuri
a goccia.
Ed un sigaro
nel becco.
La barbarie
si consuma nel
più assoluto silenzio.
La cornacchia sicario
si accanisce
ancora
sul corpo
ormai martoriato
ed esanime della sua
vittima.
Che per la forza
di gravità
rotola
ineluttabilmente
verso la grondaia.
Per cascare poi
sul marciapiede
della sottostante strada.
Non ha avuto certo
la forza per divincolarsi
il malcapitato. 
E posso
chiaramente
notare
la sua agonia.
Il lento affievolirsi
della sua reazione.
Fino all'ultimo
rantolo.
Uno stillicidio
di beccate
violentissime.
Immobilizza la preda
con le sue possenti zampe.
La cornacchia sicario
che si è avventata
fulminea
sulla povera creatura.
E si consuma
la tragedia.
Una delle due cornacchie
si avvicina
dapprima cautamente
poi con atteggiamento
sempre più spavaldo
a quel giovane piccione
che se ne sta
un pò in disparte
rispetto al resto
dei suoi simili.
come se prevedesse
che un evento
definitivo
da lì a breve
gli avrebbe tramutato
la vita.
In morte.
Confabulano fra loro
le due cornacchie.
Si tengono
e trattengono
e intrattengono
a qualche metro
per qualche istante
dal folto agglomerato
di piccioni.
Sono appena
planate
sulle tegole rosse.
All'improvviso
quasi a rompere
l'incantesimo
del silenzio aurorale.
Godersi la lieve
e fresca brezza
mattutina.
E conversare
amichevolmente.
Anche questa mattina
sono innumerevoli
i piccioni giunti
sul posto
da ogni dove
soprattutto dal campanile
della basilica
a rifocillarsi.
Una sorta di stazione
termale
per gli uccelli
che vivacchiano
in questa zona
della città.
Per decine
centinaia di piccioni
un tetto
che è diventato
una lussureggiante
oasi.
Almeno questa è
la mia impressione
osservando che
sorgono
cespugli verdi
e rigogliosi.
Quel tetto di fronte
a me.
Quello
della palazzina
dirimpetto.
Da parecchi mesi
ci dev'essere
una copiosa perdita
d'acqua
o di chissà quale
altra
sostanza liquida
da una qualche
tubatura.
Mi verso
un succo d'ananas
nel bicchiere in vetro
riciclato
e mi ritrovo
sul terrazzo
a godermi
il sorgere del sole
ed i colori
prima tenui
poi sfolgoranti
del nascente
mattino.
Intanto
mi domando
cosa le sia rimasto
da mangiare.
Ormai solo
esili brandelli
della mia carne e
della mia mente
esausti.
Ogni notte
ogni giorno
da molti anni ormai.
L'insonnia è
una belva
che mi assale
alle spalle.
E sul davanti.
Financo
di fianco.
Sorprendendomi così
all'improvviso.
E mi sbrana.
Molto prima
del necessario.
Come ogni mattina
mi sveglio
prestissimo.
Albeggia.

Questa storia.
Che è sempre la stessa storia.
Sia che la si legga in un senso.
Sia che la si legga in quello opposto.
Sì, proprio questa storia.
Che è sempre la stessa storia.

postato da: gaggio alle ore 11:12 | Permalink | commenti (34)
categoria:
15/04/2009
JACK VETTRIANO-surrender
il letto è disfatto da tre giorni ormai
d'altronde non avrebbe alcun senso mettersi a riassettarlo
sullo schermo scorrono le immagini di un programma che trasmette insulsi video di insulse band che suonano musica insulsa  raccontando di insulse vicende
mi alzo dal letto ed indosso i primi quattro stracci che mi capitan fra le mani
dalla stanza accanto giunge l'aroma del caffè
quello rimasto dalla mattina
sul tavolo tazze sporche e briciole sparse
e una boccetta semivuota e semipiena
il mio valium
la osservo come si osserva una statua
come si osserva una bambola di pezza
sulle pareti le foto di un uomo e di una donna
si guardano e si sorridono
è lui che prende bonariamente in giro lei o il contrario?
foto ingiallite che raccontano la storia di due persone che non ho mai incontrato
mai conosciuto
e che probabilmente non conoscerò mai
mi chiedo se sui loro volti ci sia ancor oggi stampato quel sorriso così solare che fa da contrasto col grigiore di questa sera incombente e gelida
e poi altre foto che raccontano di barche e di pescatori
trasmettono una sensazione di libertà associata ad un'immane fatica per ottenerla
o almeno della fatica che si profonde per ottenerne almeno uno spicchio
di quella libertà che solo chi cavalca le onde del mare può sentirsi addosso
sulla pelle
come un sottile strato di salsedine
basta una doccia per scrollarsela di dosso
la salsedine
basta un niente per perdere quello spicchio di libertà
la boccetta del valium è li a ricordarmelo
le mie mani malferme sono lì a ricordarmelo
la pesantezza delle mie palpebre è lì a ricordarmelo
la sigaretta che ho fra le labbra e che si consuma senza che io me ne accorga
sino ad scottarmele
le labbra
è lì a ricordarmelo
m'infilo il cappotto ed esco in terrazzo
il mare nero di fronte a me
e il suo cielo ancor più nero sopra
laggiù in fondo tutto si confonde e si fonde in un unico ammasso d'oscurità
che ha le sembianze ed il sentore di una stretta allo sterno
mi svacco su di una sedia a sdraio coi piedi appoggiati alla ringhiera
ed osservo le stelle
mi domando come si possano definire "fisse" quando in realtà corrono veloci come aquiloni fosforescenti
solo dopo un attimo di disorientamento m'accorgo che non sono le stelle a muoversi
bensì le nuvole
solo poi mi rendo conto che pare muoversi o pare restare immobile solo ciò su cui blocco selettivamente lo sguardo senza tenere in considerazione la visione d'insieme
ed il maestrale mi prende a cazzotti in faccia
ed i rombi degli aerei che si levano in volo a ritmo frenetico mi massaggiano la testa
il ventre delle carlinghe mi sfiora ed io percepisco anche il profumo della signorina cinese seduta in terza fila che si ripassa il rossetto nella top class di quel boeing diretto verso il buio
e ti sento
sento che mi stai chiamando dall'interno dell'appartamento
qui è tutto così desolatamente fatiscente
i muri delle case sembrano polli spennati coi loro mattoni grigi a vista
e lenzuola stese sui terrazzi
lenzuola in cerca di uno svago
o meglio di una via di fuga
lenzuola tenute ben salde da miriadi di mollette che sembrano urlare
"da qui non si scappa!...e poi dove volete andare? non vedete che il mondo qui incomincia e qui finisce?"
e le lenzuola obbediscono placidamente
tanto che il vento pare non abbia più il potere di scuoterle
sgualciti teli bianchi che non possono immaginare vi possa essere un luogo diverso e più bello
non avendo mai visitato altra parte del mondo che non sia quello squallido letto in quella squallida camera di quella squallida casa in cui la gente che vi abita vive una squallida vita
gente che vive senza potersi rendere conto che ci può essere un'altra vita
non avendo mai avuto la possibilità di giocarsi un'altra possibilità
certo resta l'immaginazione
ma l'immaginazione rimane confinata entro limiti ben definiti se non si nutre di qualcosa di diverso da sè stessa
ma qui non c'è il tempo per immaginare
non c'è il tempo per sperimentare
non c'è il tempo per viaggiare e scappare via neppure con la mente
domani è un altro giorno che è sempre lo stesso giorno
domani è come oggi che è come ieri
domani bisogna portare a casa la pagnotta per non morire
domani ci si prodigherà per fare tutte quelle cose che occorrono per restare in vita
e più ci si prodiga per restare in vita
per sopravviversi la vita
più ci si appropinqua inesorabilmente alla morte
di quella morte atroce che giunge molto prima che cessino definitivamente il battito del cuore e l'alternarsi dei respiri
mi rapisce la veduta di questo quartiere che con una calma olimpica si getta in mare
questo quartiere in cui le vie male illuminate e sconnesse conservano vaghi accenti che riportano alle poesie ed ai romanzi pasoliniani
storie di ragazzi di vita
storie di uccellacci e uccellini
storie di furibondi litigi che si consumano dentro le stanze
storie di piatti e coltelli e bestemmie e rancori e vendette che volano in aria
e tu sei là dentro che mi chiami ad alta voce
io faccio finta di non sentire
sei stata in bagno per più di un'ora a farti bella
come se ce ne fosse stato bisogno!
e mi chiami addirittura sul cellulare per sapere dove diavolo sono finito
non ti è passato neppure per l'anticamera del cervello che io potessi trovarmi qui
a pochi metri
qui fuori sul terrazzo a godermi la vista del mare e del cielo
e a farmi pestare
come a sangue
dal freddo pungente e dal vento
prendo in mano il telefono e ti rispondo con un sorriso
tu che sospiri e poi prorompi in quella risata sguaiata che è il tuo passepartout per sfondarmi il cuore
e ti presenti a me bellissima
ci mettiamo in macchina
senza sapere dove andare
noi non sappiamo mai dove andare quando decidiamo di andare da qualche parte
a me basta che ci sia tu
e mi arrovello al pensiero che io non possa bastare a te
abbiamo solo una grande fame
un buco nello stomaco
e uno squarcio nell'anima
abbiamo una grande fame di qualcosa che non sappiamo cosa
guido piano mentre sbuffi
non sopporti la lentezza
ed io sorrido ancora una volta
e più sbuffi più rallento la corsa
a dispetto delle tue malcelate smorfie
come fosse un dispetto
di quando in quando lungo la strada intralciata da buche che son vere e proprie voragini
lungo quella strada illuminata solo dalle luci delle piste dell'enorme areoporto che sta lì di fianco
di tanto in tanto incrociamo una macchina
i fari mi abbagliano ed ho sempre la strana sensazione che prima o poi il conducente cambi improvvisamente direzione e si diriga deliberatamente contro di noi a folle velocità
e provo una sorta di panico
il timore che possa avvenire realmente
quel genere di timore che poi si tramuta in un desiderio incontrollabile
come una necessità
e mi vedo
io e te
in silenzio
con un sorriso appena accennato sui nostri volti
afferro la tua mano
e mi vedo
io e te
in disperata ricerca
di uno schianto
postato da: gaggio alle ore 04:18 | Permalink | commenti (21)
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10/04/2009
FRANCIS BACON-Study after Velazquez
e questo è quanto.
postato da: gaggio alle ore 12:16 | Permalink | commenti (38)
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08/04/2009
GLASSMAN
la capacità di fissare nel tempo e nello spazio
il tempo temporale
lo spazio spaziale
il tempo e lo spazio dell'anima
dell'anima individuale e dell'anima collettiva
la capacità di fissare con poche parole ben assestate
una sensazione
una situazione
un sentimento
un presentimento
un particolare stato della mente e del corpo
e molto
molto altro ancora oltre a tutto questo
in definitiva la capacità di fissare il senso più profondo dell'esistenza e del suo inevitabile termine
quella capacità che deriva dal talento
e soprattutto da una diversa
non  necessariamente più sviluppata
sensibilità
di cogliere il nocciolo
il senso
o la mancanza del senso
forse è solamente una grande sala da ballo
dove le parole e ciò che esse esprimono
agli occhi e ad alle orecchie di chi le scrive
e poi di chi le legge
una grande sala da ballo dove le parole cantano e ballano
con tonalità e melodie differenti
con movenze diverse
a seconda degli stati d'animo di chi scrive o di chi successivamente legge
a seconda delle condizioni anche puramente fisiche
chè simboli e significati sono mutanti e mutevoli nel tempo e nello spazio
tempi e spazi dell'anima
tempi e spazi del corpo
forse è solamente un cimitero dove le parole e ciò che esse esprimono riposano in pace
immobili
e rimangono impresse nella memoria di ognuno
di tutti
o al contrario di pochi
a volte di nessuno
parole fissate nel tempo e nello spazio
come inconfutabili e a volte inafferrabili ritratti
un cimitero di parole che escono dai loculi e si aggregano lassù in cielo a formare nuvole
parole e frasi che passano sulle nostre teste
alziamo gli occhi e ci capita di leggerle
parole e frasi che pur viaggiando trasportate dal vento
restano impresse nella memoria
la memoria individuale
la memoria collettiva
come sentenze
una enorme discoteca a mò di labirinto
la sala per il liscio
quella per il commercial sound
la tecno-acid-house
la samba
la macumba
il valzer
il tango
un grande cimitero
enormi e sfavillanti mausolei in marmo bianco
e tombe sconnesse che paiono implodere ed essere risucchiate dalla terra che s'apre a formare una sorta di crepaccio
tombe che paiono fortezze inespugnabili
e tombe profanate da cui le parole fuggono come fantasmi ambulanti
tutto questo
e molto altro ancora
naturalmente
e innaturalmente
è la poesia
ed i grandi poeti laureati
conseguono le loro lauree una volta che le loro parole rimangono stampate
sulla carta
parole impresse per sempre
sempre le stesse
quelle parole così uguali
così definitive
così immortali
impresse sulla carta come un testamento
parole in lascito al mondo e a chi ci sguazza sopra
parole che suonano come un bacio stampato in fronte
o magari sulla bocca
parole come un bacio
l'ultimo

MA ANCHE NO

ma anche nulla di tutto questo
ma anche esattamente il contrario di tutto questo
ma anche qualcosa di totalmente differente
niente discoteche
niente cimiteri
niente sentenze
niente ritratti
niente testamenti
niente sensi e non sensi
niente di perennemente uguale
niente di definitivo e immortale
niente di effimero e fugace come nuvole al vento
niente baci
nè gli ultimi
nè i primi
nè quelli che ci stanno in mezzo
niente di tutto ciò
niente di niente

ed è per questo che m'immagino una sorta di "dietro le quinte"
di quando i poeti laureandi
di quando i poeti già laureati
si ponevano alle loro scrivanie
col mento appoggiato al palmo della mano
a vagheggiar di stelle e di amori e di dolori e di vita e di morte e di speranza e di disperazione e di sole e di luna e di luce e di tenebre e di pastori erranti
e poi carta e penna e calamaio alla portata
fissavano i loro vagheggiamenti
e i loro vaneggiamenti
su di un pezzo di carta
sì che rimanessero ad imperitura memoria
come un quadro
un monito
un'esortazione
un invito
una statua indistruttibile
come un'esplosione
che tutto rade al suolo
come un germoglio
da cui tutto può nascere
me li figuro i poeti laureandi e laureati
belli satolli delle loro parole scolpite nero su bianco
me li vedo immmersi nei lor pensieri
" e dopo questa chi me lo toglie un bel nobel per la letteratura?!...dopo questa...voglio proprio vedere!"
ed aggiungere sommessamente fra sè e sè quel pensiero sconcio
il più delle volte inevitabile
il più delle volte imprescindibile
il più delle volte consequenzialmente necessario
come una bastonata che ci si dà sulla nuca a ricordarsi che sì
essì le parole sono sublimi
sembrano...sono!...immortali
definitive
indistruttibili
parole che segneranno le loro vite
e quelle degli altri
sentenze gettate in pasto agli affamati di parole immortali e definitive
agli affamati di conferme
agli affamati di certezze
o al contrario parole che vibrano nei cuori di coloro che vogliono disgregare e stravolgere e devastare le proprie certezze
gli affamati di (s)conferme
me li figuro i grandi e meno grandi poeti aggiungere fra sè e sè
a labbra serrate
a mente serrata
quella considerazione sconcia e sconcertante
inconfessabile
che se la si confessasse
tutto il castello si mostrerebbe per ciò che veramente è
un castello di sabbia
che la prima ondata se lo porta via con sè
al risucchio sulla battigia
e nulla rimane
nulla di definitivo ed immortale
nessun testamento
nessuna verità rivelata
nessuna verità dissacrata
nulla di nulla
me li immagino i grandi poeti
laureandi e già laureati
pensarlo quel pensiero sconcio e sconcertante
restare satolli e sazi
e muti
perchè se scappasse fuori
se quel pensiero sfuggisse loro
dalle mani
dalla bocca
dalla mente
ecco che la grande poesia dei grandi poeti satolli e sazi si ridurrebbe in cenere
e su quelle poltrone
davanti a quelle scrivanie
carte e penne e calamai alla portata
non resterebbero che uomini
e a volte donne
rinsecchiti
vuoti e svuotati
manichini inerti
coi loro quaderni ricolmi di parole altisonanti
magari sublimi
una musica soave
quaderni stracolmi di parole immortali
una musica soave
che suona FALSA

ed è così che io mi immagino il CESARE
nel senso del PAVESE
che dopo aver intitolato la sua raccolta "lavorare stanca"
me lo immagino pensare
rigorosamente in silenzio
"MA ANCHE NO...cazzo! io oggi mi sono svegliato alle tre del pomeriggio...bello riposato...che ieri sera al bar me sò embriacato coi miei amici mentre si parlava di gnocca e di gnocca e ancora di gnocca...e adesso mi metto qui...scrivo due cosette...se mi piacciono le tengo buone..altrimenti le getto nel cestino e mi vado a fare quattro passi al parco...che magari rimorchio pure 'na bella smandrappona...eccheccazzo! se proprio proprio mi volevo stancare mi iscrivevo alla lista di collocamento per quel posto di minatore nel sulcis...mica lavoravo come poeta-scrittore e giornalista che scrive sui giornali quando cazzo me pare e piace... o no?! ma poi mica è un lavoro il poeta cazzo! mica lo si fa il poeta...il poeta lo si è...e basta che cazzo!"

mi immagino il cesare che dopo aver immortalato quel suo pensiero
"verrà la morte e avrà i tuoi occhi"
me lo vedo rimuginare un bel "MA ANCHE NO...cazzo! mi tocco i maroni valà che è meglio! al limite se proprio la morte addavenì che me li scelga io il quando e il dove e il come e il perchè eccheccazzo!...al limite mi suicido...al limite"

e il SALVATORE
il QUASIMODO
che dopo "ognuno sta solo sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera" dirsi "MA ANCHE NO...ognuno 'sta cippa! qualcuno certamente sì...ma qualcuno no...qualcuno c'ha una compagnia della madonna cazzo!...io ad esempio ho un cifrone di amici e amichette...che cazzo mi lamento! e poi trafitto da un raggio di sole ok...MA ANCHE NO...trafitto da quella zoccola di tua sorella...questo sì è capitato...ed è subito sera...MA ANCHE NO...che tra la nascita e la morte ci sta di mezzo una vita cazzo!...e a volte la vita non ti passa più cazzo! altro che subito!...pare una lunghissima e tediosissima eternità cazzo! pare...e lo è cazzo d'un cazzo...questa sporca vita che non ha mai pietà e non è mai finita...una pesantissima ed estenuante fuga dalla nascita!"

e il GIUSEPPE UNGARETTI
"vi arriva il poeta
e poi torna alla luce coi suoi canti
e li disperde

di questa poesia mi resta
quel nulla
d'inesauribile segreto"
"MA ANCHE NO...innanzitutto non ho disperso un emerito cazzo di niente...che se di questa poesia mi restava veramente il nulla mica la scrivevo e mica la potevate leggere...o no? e poi segreto un cazzo! vi pare che possa restare segreto qualcosa che ho appena pubblicato e che probabilmente mi farà candidare al nobel per la letteratura?! ehvi pare?"

e poi il giuseppe scrive "mi illumino d'immenso" e poi pensa di certo "MA ANCHE NO...mi illumino anche dimmerda a volte...e poi che cazzo! nell'immenso io mi ci perdo...non vedo una beata vacca di niente da tanto che è immenso...che l'immenso da tanto che è immenso è più un'ombra scura che una lampadina accesa...ma questa è un'altra storia"

e poi l'EUGENIO
nel senso del MONTALE
che scrive "e andando nel sole che abbaglia, sentire con triste meraviglia, com'è tutta la vita e il suo travaglio, in questo seguitare una muraglia, che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia" pensando seco "MA ANCHE NO CAZZO! figa va bene tutto...anzi non va bene un cazzo...ma cazzo i cocci aguzzi di bottiglia no cazzo! ma che cazzo m'ha preso porca puttana?! 'sta ventata di pessimismo non basta?! cazzo pure le randellate sui coglioni ci devo mettere per fare tombola?! ennò eccheccazzo! vaffanculo ai cocci! almeno quelli no eccheccazzo!"
e poi scrive anche "codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo"
"MA ANCHE NO...io potrei dirti ad esempio che oggi non sono proprio in vena di scrivere e ribadisco chiaro e tondo che non mi va che dopo tutta la vita e il suo travaglio mi debba trovare di fronte una  muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia...eccheccazzo!"

KAHLIL GIBRAN la spara grossa
ma grossa grossa
grossissima
grosserima
e scrive "il lavoro è amore reso visibile" ma poi son sicuro che pensa "MA ANCHE NO CAZZO!...è anche una fatica della madonna...chiedetelo al pavese...che a furia di lavorare tanto poi si è stancato...e si è suicidato...e poi amore reso visibile un cazzo! amore de che?! che il mio amico ciro si becca uno stipendio da fame all'ilva di taranto e bestemmia VISIBILMENTE contro il suo cazzo di lavoro e quando torna a casa incazzato nero picchia la moglie e i bambini da tanto che il suo amore trabocca...mavaffanculovà al lavoro...e pure all'ammmmore!"

HIKMET si sublima
e ci sublima con queste parole
"supponiamo di essere malati
così gravi
che occorra il bisturi
ciò vuol dire che forse
non potremmo più rialzarci dal bianco bigliardo
allora anche provando una grande tristezza
di andarcene un pò troppo presto
rideremmo lo stesso
ascoltando un aneddoto
daremmo un'occhiata alla finestra
per vedere se il tempo si mette alla pioggia
o aspetteremmo con l'impazienza nel cuore
le notizie dell'ultima ora"
"MA ANCHE NO PORCA DI QUELLA PUTTANA MAIALA!...non rideremmo manco per il cazzo! e un aneddoto de che?! madecheeeeeeeeeeeeeee???!!!...e chi cazzo se ne fotte se piove o c'è il sole cazzo! fatemi la morfina porca troia che stò a penà le pene dell'inferno...e dell'infermo...cazzo! altro che barzellette ed aneddoti dimmerda...quelli ficcateveli su per il culo diocristosanto!"

e l'hikmet ha il coraggio di scrivere anche
"supponiamo di essere al fronte
per una causa che meriti
laggiù al primo scontro
può darsi che tu cada con la faccia a terra
e muoia
tu lo sai, ti fa rabbia
ma tuttavia  resti ansioso e accalorato
vorresti conoscere come finirebbe quella guerra
che potrebbe durare degli anni"
"MA ANCHE NO 'RCOZZZIO!...innanzitutto perchè decedere proprio al primo scontro di una guerra che potrebbe anche durare secoli?!
e poi perchè cazzo proprio io devo schiattare eccheccazzo!!?? ma crepa te cazzo! menasfiga dimmerda! e non me ne fotte una sega della causa...che meriti o non meriti...se devo schiattare subito me ne fotto della causa...e me ne fotto anche del risultato finale cazzo!...al limite informatemi sui risultati della mia inter cazzo! che di quello sì che me ne fotte cazzo!"
questi i pensieri dell'hikmet
ne son certo
mentre scriveva le sue minchiate
(non son certo che fosse interista...l'hikmet...questo no)

poi arriva il PABLO con i suoi versi estatici ed estasianti
"mi piaci silenziosa perchè sei come assente
mi sento da lontano e la mia voce non ti tocca
par quasi che i tuoi occhi siano volati via
ed è come se un bacio ti chiudesse la bocca"
"MA ANCHE NO...mi piaci silenziosa non perchè sei come assente ma perchè sei appunto silenziosa e non mi frantumi i coglioni come sempre cazzo! ...e quella cazzo di bocca te la chiudo come cazzo mi pare, altro che baci cazzo!...e poi quando ti parlo vedi di cagarmi un pò checcazzo! ti sembro egoista? sì sono egoista! embè?! e allora?!..vai! vaiii e assentati per davvero che sennò te gonfio cazzo!"

e concludo con  i sommi poeti

il DANTE
"lasciate ogni speranza voi ch'entrate"
"MA ANCHE NO ECCHEFIGA!...cioè...io mi sono fatto un culo del porco per scrivere millemila versi e poi vi faccio venire la cagarella e vi dico anzi scrivo che sarebbe meglio non entrare...ma che pirla sono?!...troppo pirla cazzo!"

e sul dante mi stoppo qui che se partissi in battuta per la tangente ci potrei stare una vita

ma questa è un'altra storia

il mio prediletto l'UGO
il FOSCOLO che scrive questa "cosa" assolutamente inarrivabile
ed inarrivata

"forse perchè della fatal quiete
tu sei l'imago a me sì cara vieni
o sera! e quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni

e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all'universo meni
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni

vagar mi fai co' i miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch'entro mi rugge"

e m'immagino l'ugo che pensa "MA ANCHE NO VACCA BOIA!..in realtà non mi rugge una beata minchia...e col cazzo che mi giunge così cara 'sta cazzo di sera del cazzo...soprattutto se è l'imago della fatal quiete porca troia!...questo sì che mi fa girare troppo i coglioni cazzo!...vabbè esco che con 'sta cazzo di ora legale viene subito buio e non riesco più a vedere le gambe e i culi delle ragazzine...che non ci vedo un cazzo di sera...io"

e concludo con una robetta del GAGGIO
una vaccata di quando c'aveva i suoi bei 17 anni "suonati"

"dei suoi amorazzi
scrive un poetastro
son io quel poetastro
che scrive sui muri
e i muri mi crollano
addosso"

"MA ANCHE SI'...cazzo è troppo andata così!...porco schifo!"

vabbè mi levo da 'ste macerie
io in quanto io
i pensieri miei
e non sol quelli

postato da: gaggio alle ore 02:42 | Permalink | commenti (23)
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03/04/2009
LA CASA DEI GIOCHI
la casa dei giochi
adesa al portone campeggia a caratteri cubitali su di una lastra in bronzo anticato la scritta "si prega di suonare"
mi accerto del tutto platonicamente (seppur manchi da molto tempo sono un habituè di quei luoghi e di quelle frequentazioni) che il numero civico sia quello che compare nel bigliettino d'invito che agito fra le dita
mani tremule non tanto per la tensione che mi scuote quanto per il fatto che il mio parkinson ha superato la fase gestazionale ed ormai trovasi in quella conclamata
premo il bottone più volte con una insistenza tipica di un testimone di geova in cerca di adepti o di un rappresentante del kirby in cerca di coglioni da spennare
nessuna parvenza di risposta
sento il rumore di passi che si appropinquano alle mie spalle
quattro individui bislunghi, smilzi , barbe incolte, capelli unti, trench di un grigio fumo di londra alquanto sgualciti
ognuno porta a tracolla una borsa nera in pelle rigida
sfilano rispettivamente un oboe un violino un flauto e una chitarra classica
ad una reciproca e simultanea occhiata imbastiscono una ballata che mi ricorda un brano di quelli for funerals and weddings di goran bregovich
e come per incanto s'apre il portone
a saperlo avrei portato con me il mio clavicenbalo cazzo!
penetro all'interno del settecentesco palazzo mentre quei quattro sono impegnati a ricomporre il loro armamentario
chiamo l'ascensore, uno di quegli ascensori tutto ferro e funi e contrappesi e cigolii e timori che riportano al senso di caducità della vita, un ascensore che rimembra il nostro stare perennemente appesi ad un filo che "da un momento all'altro può accadere che si distacchi la punta della suola di una pantofola e si finisce per incastrarsi in un listino del parquet che in quel momento si è sollevato di mezzo millimetro al vibrare del trapano dell'inquilino che sta attaccando un portasapone alla parete del bagno sottostante e va a finire che si vacilla e si cerca appiglio alla lastra in marmo che soverchia il calorifero del corridoio e si sfiora il mappamondo in legno ivi allocato il quale mappamondo casca per terra liberandosi per l'impatto dal suo bel supporto e rotola e rotola e rotola e rotola sino al  mobile del soggiorno provocando la caduta del vaso d'edera che ivi troneggiava ed il suddetto anzi suscritto vaso si schianta contro la colonna porta cd ed i cd ne fuoriescono sovrapponendosi l'uno sull'altro creando un effetto a cascata tipo domino che somiglia a quelle catene che si facevano col lego quando s'era bimbi e l'ultimo cd dei this mortal coil va a sbattere contro la gamba del tavolino del computer che possiede all'estremità la sua bella rotellina ovviamente non bloccata dall'apposito freno e il tavolino si sposta impercettibilmente ed il cordless si ribalta sulla webcam che s'infrange sul contenitore porta penne e porta tutto quel che riesce a portare e il tagliacarte con la sua bella lama affilatissima della lunghezza di almeno 15 cm si fionda proprio sulla giugulare esterna di te che sei appena atterrato sul pavimento ed il sangue sgorga a fiotti e sei lì che rantoli e cerchi disperatamente di distaccare la lama dal collo e con un probabilmente ultimo e convulso movimento del braccio vai ad urtare  la libreria lì accanto e ti casca sul coppino il terzo tomo di patologia speciale chirurgica che s'apre sulla pagina di chiusura del capitolo riguardante le malattie emorragiche e quella d'apertura sui traumi cranici e mentre sei lì che cerchi di ripassare la lezioncina sul da farsi in certi casi particolari in un ultimo impeto vibratorio e sussultorio lo scaffale ti regala un altro libercolo che si dischiude dinanzi i tuoi occhi ed alla cui lettura non ci si può esimere dal decedere, non si può che sperare ed aspirare di spirare al più presto, non certo per gli effetti del dissanguamento, non certo per le fratture scomposte alla testa, si spira perchè non si respira, soffocati dal proprio vomito al leggere anche solo due righe di "innamoramento e amore" di alberoni...cazzo!"
e nel frattempo attendo
attendo che il vano dell'ascensore giunga al piano terra
invano attendo il vano...eppure il classico cigolìo da scorrimento s'ode
e s'odono pure le voci di un uomo e di una donna che discutono animatamente
voci di un'intensità sempre crescente, segno inconfondibile che qualcosa si muove, con qualcuno dentro
e dopo una rapida perlustrazione d'intorno ne deduco che quel qualcosa non può essere altro che ciò che in questo preciso istante m'attendo dalla vita
che non mi riservi la fatica di salire sino al primo piano
non esiste proprio!
che quando la tecnologia si pone al servizio dell'uomo e l'uomo non se ne serve non è più un uomo bensì un emerito pirla
sento rumore di posate e piatti e bicchieri e mandibole oscillanti
e sento le voci, ora colgo distintamente anche il senso delle parole
lei che rimprovera lui "sei la solita testa di cazzo!"
e lui "marisa quante volte ti devo dire che mentre mangio non voglio sentire la parola cazzo...cazzo! non è educazione, è pure di cattivo gusto...eddai marisa! pensare al pene e allo smegma che in esso alberga, insomma quegli sbisciulamenti biancastri maleodoranti...eddai mentre si mangia non mi pare il caso di rievocare certe schifezze...non ti pare?"
e lei a lui "ok luigi ho capito...non farla tanto lunga che sei tu che poi ci ricami sopra coi tuoi discorsi e le tue descrizioni truculente...quelle sì che danno il voltastomaco!"
e lui a lei "hai ragione marisa, scusami"
e lei a lui "oh no! mi son macchiata la camicetta...'sto cazzo di succo di merda cazzo!"
e lui a lei "marisa diobono! non si nomina la merda mentre si mangia che mi viene in mente la mia con tutti quei bei filamenti rosso vivo ed i semini dell'uva e i tarzanelli che mi rimangono appesi ai peli del culo...suvvia marisa!"
e lei a lui "hai ragione caro, scusami"
e l'ascensore atterra finalmente a destinazione
faccio scorrere l'inferriata e dischiudo le due ante che stanno all'interno
lei seduta sulla panca in legno di destra
lui su quella di sinistra
un tavolino da picnic imbandito all'inverosimile al centro
e sulla panca di fronte un bimbo, capelli folti e scompigliati,  uno sguardo perso nel vuoto, fra le mani "l'uomo senza qualità" di musil
attendo che smobilitino tutto l'ambaradan e con un cenno di saluto entro
li vedo allontanarsi mano nella mano...lei e lui
il bimbo pochi passi dietro, sul groppo il tavolino, nella mano destra la sporta dei viveri da cui spunta il collo di un fiasco di vino, chianti classico probabilmente
nella mano di sinistra alzata davanti agli occhi un libro
busso alla porta ed un maggiordomo in livrea rosso porpora mi apre
"prego dottore, la figlia della contessa la sta attendendo nella sua stanza, si accomodi pure"
lei se ne sta accovacciata sul pomello in ottone del letto
e cavalca cavalca cavalca
in silenzio, non un gemito, non un sospiro, non un ansimo
solo un sorriso
non è sola, al tavolo laggiù in fondo, dirimpetto alle tende in velluto nero che danno sull'enorme terrazzo, il dottor lamberti, il professor cazzaniga e la dottoressa salvini, insomma il gotha del reparto di radiologia, stanno inscenando il solito pokerino
sul volto dei due uomini si dipinge un amaro ghigno
lei ha appena spiattellato il suo full
tris di polipi intestinali e coppia di fratture scomposte dell'omero
"ma come cazzo le mischi le lastre porka puttana?!"
il professor cazzaniga al lamberti
eleonora distoglie le proprie attenzioni dal pomello e con la sua sottoveste in seta bianca semitrasparente mi s'avvicina e sferrandomi un accenno di pugno al ventre mi domanda "l'hai fatto?"
ed io "sì, ieri notte...è andato tutto liscio...come doveva andare"
dalla camera accanto giunge il ticchettìo di un metronomo
ed il classicissimo cip ciap di bocche e labbra carnose che si sfregano su membri ormai turgidi seguendo il ritmo imposto sempre più serratamente...eccole lì inginocchiate le tre gemelle riboldi a praticare la più classica ed incestuosa delle fellatio ai sempre più sudaticci e incipientemente calvi gemelli riboldi
dal piano di sopra s'odono i gemiti del cardinal minotti gonzaga che si masturba davanti al suo proprio autoritratto col membro avvinghiato da un laccio emostatico per bloccare l'eiaculato in maniera tale che neppure uno dei suoi spermatozoi vada a perdersi per ciò che non è espressamente finalizzato alla procreazione
scendo al piano di sotto al "salone dei ricevimenti" che è desolatamente vuoto
solo laggiù in fondo, nella semioscurità, su di un divanetto in pelle s'intravedono le sagome di due corpi riversi uno sull'altro
mi avvicino lentamente e mi accorgo che si tratta di quell'ammasso di lardo dell'avvocato lusardi e della sua giovante nipote lucilla
paiono addormentati; al loro fianco si trova un'asta in ferro battuto con appesa una boccia in vetro smerigliato da cui cola attraverso una cannula di gomma un liquido denso e biancastro e la cannula si divide in due diramazioni che terminano con i rispettivi aghi ad infilzarsi l'una nell'avambraccio dell'avvocato e l'altra sul collo del piede di lucilla
noto di sfuggita che l'avvocato ha inserita nel suo abnorme deretano una di quelle trombette che assieme al classico cappellino a forma di cono multicolor s'usan per fare gli scemi nelle notti di san silvestro quando in un turbinìo di festoni e coriandoli ci si lascia andare a canti e balli sfrenati sino ad un mattino che nulla possiede di diverso dai mattini precedenti e da quelli che verranno in futuro
mi allontano proprio nel momento in cui la trombetta distende la sua spirale emettendo un suono stridulo che così tanto somiglia alla voce dell'avvocato sì che confuso son tentato di chiedergli se mi abbia per caso rivolto la parola
ma questa notte di fare conversazione proprio non mi va e quindi taccio dirigendomi verso il bar
da dietro il bancone appena illuminato dalla fioca luce proveniente da candelabri appesi ad una trave in legno sospesa a mezz'aria mi giunge una voce calma e suadente
"dottore il solito?"
"sì grazie pietro, doppio con ghiaccio"
pietro si allontana verso l'estremità del bancone dove se ne sta ieraticamente flessa sulle gambe e a busto eretto e sguardo rivolto dinanzi a sè una giovane fanciulla nuda dalla pelle eburnea
pietro le pone la caraffa appena al di sotto del ventre e le preme il pancino...
vorrei scendere giù in taverna
so che la gang dei sodomiti sta gocando al tiro alla fune con due ragazze bendate ed imbavagliate
vorrei assistere alla scena quando da tergo sopraggiunge lieve e silenziosa eleonora
"andiamo in terrazzo?" mi chiede
"ok" rispondo io
là fuori spira una brezza fresca ed eleonora si accende una sigaretta prima di accovacciarsi sulle mie ginocchia dopo avermi spinto su una poltona in vimini ricoperta da cuscini ecrù
"scopami!" mi intima
"hai bevuto?"
"un pò di cognac"
"hai sniffato?"
"solo tre piste...ma corte"
"le donne ubriache e strafatte lascio che se le scopino gli uomini ubriachi e..."
"come sei noioso!"
"sì sono noioso"
lei mi sputa il fumo in faccia e sorride grattandosi il naso
di lontano laggiù nel parco giungono echi di risate ed il rombo di un motore che s'accende e poi di una sgommata sulla ghiaia
eleonora mi afferra i polsi e mi sibila nell'orecchio "allora l'hai fatto ieri notte...molto bene...raccontami"
io l'abbraccio e mi alzo e stringendola forte al mio fianco la conduco alla ringhiera che volge sulla via del portone d'ingresso al palazzo
un gesto repentino e secco, una spinta vigorosa
quando riapro gli occhi la vedo laggiù in strada
appena illuminata dalle luci di lampioni nascoste fra rami di tigli silenziosi
una tunica bianca da cui traspaiono gambe lunghissime
e poi un ammasso di capelli biondo cenere ed un rivolo rosso che lento scorre verso un tombino
mi accendo una sigaretta e mi appoggio alla ringhiera ed incomincio a raccontare "adesa ad un portone campeggia a caratteri cubitali su di una lastra in bronzo anticato la scritta "si prega di suonare"...mi accerto del tutto platonicamente (seppur manchi da molto tempo sono un habituè di quei luoghi e di quelle frequentazioni) che il numero civico sia quello che compare nel biglietto d'invito che agito fra le dita..."

AL BAR

UGO MULAS-bar jamaica
il Gaggio
L’angelino
Stampella
il Giangi...anzi quel pirla del Giangi

Maddaiiiiiii...ma come...ma come cazzo puoi fare una minkiata del genere cazzo?!...ma non ci voglio e non ci posso credere!...ma cazzo ti ballo il due bello per risponderti e tu non hai in mano una minkia di niente!!! giangi mavaffanculo porca puttana! al banco ci vai solo tu a pagare stasera se perdiamo cazzo! che ne ho i coglioni pieni di chiedere prestiti alle finanziarie...il tutto perchè ho un socio che al posto del cervello ha un carrillion che canta le canzoni del povia! a te bisogna tenerti o ammazzarti...mi tocca ammazzarti cazzo!

ellamadonna! mi son distratto un attimo...minkia come la fai lunga! taci e gioca!

cosa? cooooooooooosa? ti sei distratto? ma cazzo skifo porko! ma almeno non dirlo cazzo! quanti cazzo di anni sono che sei il mio socio giangi? quindici? venti? e solo adesso mi riveli che ti distrai?! mavaffanculo! scopro che ho perso milioni di euri e miliardi di litri delli mejo vini perchè il mio socio si distrae! giangi mavaffanculo và! e poi da quando ci si distrae facendo la scopetta...eh da quando?! mica stiamo giocando cazzo!!!

ciccini belli la vogliamo continuare sta cazzo di mano o posso andare al cesso a svuotare il pipistrello?

no no continuamo che le tue pisciate son capaci che durano mezz’ora!

per non parlare delle cagate ahahah!

cazzo ti ridi? e poi da quale pulpito! che ieri sera a casa mia mi hai chiesto di andare al cesso e ci sei stato dentro tre ore e mezza!

se tu mi lasci trovare sul lavandino l’ultimo numero di caballero non puoi pretendere che...

adesso siete voi due che state a divagà...solo una cosetta: ma perchè cazzo ti sei distratto giangi?

no niente pensavo che ho letto...

ehhhhhhh? tu hai letto? tu sapresti leggere??? maddai giangi non sparare minkiate!

ho letto su una rivista di pittura che...

AHAHAHAHAH!!!! MAVAFFANCULO GIANGI VA’!!!!

è vero cazzo...ho letto che c’è un pittore o salcazzochecosa che si chiama andi waehol

andy wharol vorrai dire

no no…proprio andy waehol...con la e di erba

ahahahah ma che minkia di fenomeno è? come le borse della speador o le superba sport! ve le ricordate le mie superba sport blu?

emminkia come potremmo dimenticarle! mi capita ancora di sboccare quando ci penso

però erano comode cazzo se erano comode!

per quei 13 minuti che ti son durate sì certo...poi crossare dalla fascia coll’allucione scoperto figa me lo ricordo che ti mandavamo sempre affanculo che il pallone finiva sul balcone della sciùra perego e zac partita finita e pallone squartato cazzo!

lo avete ascoltato bagonghi?

BAGONGHI?

l’esordio discografico del tellio eddaje?

NO...mammut tre jack doppi lisci por favor!

è un miscuglio fra capossela e fred buscaglione e tom waits...ve lo masterizzo?

NO GRAZIE! che già la vita è una merda di suo e non è proprio il caso di gettare merda su merda eccheccazzo!

adesso mi spieghi me lo devi troppo spiegare perchè hai tagliato con l’asso?!

per segargli la napola no!

ma se la napola l’abbiamo già fatta noi cazzo! ma dove cazzo sei con la testa giangi cazzo?! hai già preso il microser e il tegretol? no eh? prendili cazzo!

qualcuno di voi per caso ha una chiave a brugola?

aspetta che mò guardo...aspè...allora nel giubbino no...no ho solo una polpetta di carne di maiale nella tasca dei pantaloni...può essere utile?

mi prendi per il culo?

no sei tu che fai domande del cazzo...chi è quel pirla che va in giro con le chiavi a brugola...eh chi è...quel pirla? e poi che ci devi fare?

no è che devo aggiustare la cintura dei pantaloni

fa un pò vedè ‘sta cintura

OHHHHHHHHH BBELLAAAAAAAA!

da quale ferramenta l’hai comperata? dal sùkelon?

è di karl lagerfeld mica cazzi!

quel frocio di lagerfeld?

ma perchè per te sono tutti froci? eh perchè? e poi che cazzo di terminologia è? fai tanto l’emancipato e sei imbottito di pregiudizi del cazzo!

ennò se tu usi un termine inflazionandolo va a finire che si depotenzia...perde di significato...perde la sua valenza dispregiativa

ostia “valenza” era dal 1973 che non lo sentivo! quando la giusy mi disse “perchè non facciamo una bella gita a valenza po?” ed io l’ho mandata affanculo all’istante
vabbè allora facciamo così...d’ora in poi ti daremo del frocio con maggiore insistenza così il tutto si depotenzia una cifra ok? capito mio bel frocio dimmerda? un bel frocetto depotenziato...un meraviglioso frocio impotente cazzo!

noi facciamo carte settebello e primiera e voi gli ori e tre di napola

ennò la primiera e troppo patta!

aggià mi stavo confondendo

confondendo un cazzo! vabbè che il giangi non ci sta più e lo stiamo perdendo ma cazzo vedi di non fare il cazzone e rimetti le carte sul tavolo pirla!

avete sentito cosa ha combinato ieri notte il fenomeno?

NO...cazzo ha combinato che non abbia ancora combinato quel cazzone?

si è imboscato con una tipa...massì la figlia del notaio G... la debby quella che se la tira una cifra...si è imboscato dove c’è il cantiere della tav poi è venuto giù il diluvio e la macchina si è troppo impantanata...minkia il fenomeno è andato in panico...ha telefonato a tutti...anche a me per chiedermi di andare ad aiutarlo...cazzo nessuno s’è mosso...troppo una goduria mandare in merda quella merda della deborah! ha dovuto chiamare il soccorso aci...e solo dopo siamo accorsi tutti là...dopo...minkia fari alogeni a palla...ground zero in confronto era una cagatina!

CHE BASTARDI CAZZO! MA COSA BUONA E GIUSTA E NOSTRO DOVERE E FONTE DI SALVEZZA...

avete visto la mostra del giuliano?

NO

neanch’io...e quella della elsa?

NO

io nemmeno...e quella del charlie?

COSA??!! il charlie ha allestito una mostra!?

sì ha fatto dei murales sulle pareti della macelleria dove lavora...lo ha proposto al suo capoccia e quello ha accettato...ha disegnato una bella mandria di vacche

ma vacche nel senso di mucche o nel senso di un bel pò zoccole?

mucche

ha fatto una minkiata che se disegnava una mandria di belle zoccole minkia! non c’era concorrenza che teneva cazzo! io per primo...

il charlie l’ho beccato l’altra sera al barbarossa e mi ha detto che adesso le cose gli vanno meglio perchè ha predisposto che tutte le mattine quando si sveglia decide di essere felice

cioè sarebbe che mentre fa colazione a base di nardini e crumiri al cioccolato lui ci pensa su del tipo "evvai! oggi sono felice”...una roba così?

esatto!...io l’ho fatto l’altro ieri poi è suonato il citofono che era il postino per una raccomandata della polizia municipale di pioltello...una bella foto e 350 euri di multazza cazzo!

io sto facendo il book...sono a quota 7 foto...ce n’è anche una che si vede la cresta della ciccia che mi sta forse spompinando...forse...non me lo ricordo

ma i pompini della ciccia non dicevi che erano indimenticabili?

Sì ma il tempo cambia molte cose nella vita…il senso e le amicizie e le opinioni…che voglia di cambiare che c’è in me! si sente il bisogno di una propria evoluzione sganciata dalle regole comuni e da questa falsa personalità…o no?

Mammut un caffè per il gaggio! corretto stricnina por favor!...a proposito frociazzo d’un giaggiolo ma tu non avevi chiesto l’aspettativa?



E allora?

Sono in attesa che me la diano

E quindi stai aspettando l’aspettativa? Minkia che aspettative che hai nella vita! Cazzo una vita spericolata alla steve mac queen!

l'avete scaricato l'ultimo dei black rebel motorcycle club?

NO

e l'ultimo dei peter sellers at the hollywood party?

ma esistono ancora?

ma che cazzo ne so

e allora che cazzo ce lo domandi a fare?

ma che cazzo ne so

ma tu "ma che cazzo ne so" ce l'hai di default ogni volta che qualcuno ti fa una domanda?

ma che cazzo ne so

e avete scaricato l'ultimo dei perversi polimorfi?

e dove cazzo li trovi quelli cazzo?! se vuoi qualcosa di loro ci devi piombare in casa e non è mica detto che c'abbiano i loro stessi album che secondo me facevano cagare anche a loro stessi...minkia ve lo ricordate il cantante che poi non cantava ma recitava quelle cazzo di specie di poesie sulle pecore volanti che cadevano a terra agonizzanti in un oceano di carne e di sangue...eh ve lo ricordate a quel concerto al "centro sociale immaginazione"...vi ricordate che ci ha vomitato addosso sul tavolino eh vi ricordate?

cazzo che maroni che ci tiri stampa! certo che ce lo ricordiamo...figa io ho ancora macchie di cetriolo sulla giacca di renna vaffanculo!

ma non l'hai mandata in tintoria?

no mavà...l'ho mandata a teatro...che domande dimmerda!

e tu ti metti ancora una giacca con su residui di vomito?

claro que sì

minkia che stomaco!

minkia che fegato!

d'altronde se continuo ad uscire con voi un pò di pelo sullo stomaco ce lo devo pur...

mavadavialcù gaggiolo!

comunque guardate che quella vomitata del cantante era un gesto di trasgressione

eh?! cosa cazzo era?! giangi spiega bene sto cazzo di concetto che ci sfugge

che Ti sfugge caro il mio bel stampella...parla per te eccheccazzo!

beh era trasgressivo no? negli atteggiamenti e nei testi che recitava e nel tipo di strumenti cazzuti che suonavano gli altri della band e nel modo di interagire col pubblico no?...non era trasgressivo?

uno che mi vomita dentro il bicchiere di glenfiddich pagato una cifra e sulla giacca di renna non è trasgressivo cazzo! è un emerito testa di minkia porca troia! e poi secondo te basta mettere in croce due o tre parole e tre vaffanculo al mondo con sottofondo di due tamburellate e quattro schitarrate e cinque scatarrate e una vomitata e magari una pisciata sul pubblico e magari anche un culo in bella mostra e magari tirare di coca da mane a tramonto e fare il maledetto...farlo senza magari esserlo..che se lo sei col cazzo che trovi un discografico che ti sovvenziona che se capisce che sei un pirla inaffidabile quello non tira fuori neppure un ghello cazzo...secondo te bastano queste quattro cagate a fare di qualcuno un pioniere della trasgressione? eh? basta questo?

beh c'è anche qualcuno che si è suicidato perchè mandava a fare in culo il mondo...che al mondo non ci stava bene per cui trasgrediva le regole del mondo fino a portare la sua trasgressione alle estreme conseguenze...ci sarà pur qualcuno che possiamo definire trasgressivo o no? in questo senso...o no?

claro que sì...tuo fratello ad esempio che componeva e suonava il suo cazzo di canzoni d'amore per quella vacca dell'arianna e lei non se lo cagava manco di striscio e poi lui si è messo il cappio al collo

figa giangi ma che esempio di merda!

beh...io domani me la crollo troppo in battuta a fare il trasgressivo

gaggiolo a te basta la faccia di merda che c'hai...che fra l'altro c'ha troppo ragione tua madre...la tua faccia non si abbina mai con quei cazzo di jeans da frocetto che porti sempre

a ridaje!

a proposito di tua madre...avvisami quando si suicida che non ho l'abito adatto per il funerale ok?

cazzo mammut portaci due stuzzichini valà e un gutturnio e un antabuse per il giangi e un rotolo di nastro adesivo

nastro adesivo? che cazzo ci fai?

ma saranno anche vagamente cazzi miei o no?

vabbè...lo avete scaricato l'ultimo di ercole e le minchie calde?

NO

qualcuno di voi è stato al caffè miani?

NO

e al crystal lounge cafè?

NO

e dall'armando il barbiere di porta venezia?

NO

e neppure da area#6 hair care?

figa io ci vado tutti i santi giorni cazzo! che se non mi faccio limare le basette tutti i giorni all'area#6 mi sento troppo una merda

MAVAFFANCULO! sei un pirla

e alla trattoria bagutta?

NO

allo spazio 360°?

NO

alla ditta raimondi di pettinaroli?

NO e poi che cos'è?

in corsia dei servi...minkia che ignoranza! è il punto di riferimento per le stampe artistiche cazzo!

ahhhhhhhhh interessantissimo cazzo! ma poi che cazzo di nome è ditta raimondi di pettinaroli? o è di raimondi o è di pettinaroli eccheccazzo!

boh cazzo ne so

e siete stati alla a.g. spalding&bros 520 fifth avenue n.y.? la cartoleria più cool di milano in via solferino

ma come cazzo parli?! comunque sì io ci sono stato una volta...sono entrato per chiedere se per caso c'avessero una bic nero punta fine...mavaffanculovà stampa te e le tue cazzo di domande del cazzo!

e da marchesi 1824? o alla cioccolateria lula? e alla tecno elettra camoretto? alla viabizzuno progetti di luce? all'enoteca cotti? al centro botanico? da i.r.m.a dischi in vinile? all'atelier brioni? da viktor&rolf?

EBBASTA CAZZO STAMP! ma poi a te che cazzo te ne frega?

così giusto per sapere che vita di merda fate

AH! a proposito stamp...a proposito di vite dimmerda...quando hai scopato l'ultima volta?

mmmmh dunque aspè che ci penso...mmmh

alt! già il fatto che ci stai a pensare indica che...

indica cosa???!!!

indica che è una cifra di tempo che non...

e invece ti sbagli caro il mio bel angelino!...stavo solo cercando di collocare esattamente nel tempo e nello spazio...

'a stampè vedi de collocà da quant'è che nun magni e soprattutto da quant'è che nun scopi che è meglio! che mica ti ho chiesto quand'è l'ultima volta che...cazzo ne so...hai fumato un sigaro cubano cazzo! minkia l'ultima scopata...se c'è stata...che se non c'è stata allora implica che non c'è stata neppure la prima...ovviamente...comunque l'ultima scopata non si scorda mai

com'è 'sta storia dell'ultima scopata che se non ce stata allora vuol dire che non c'è stata...?

vabbè stampe te la spiego dopo ok? o magari te faccio n'disegnino...o magari un power point ok?

però io la prima scopata mica me la ricordo

figa neanche io!

epperforza vi siete fatti quel cesso della trimurti non vi ricordate? processo di rimozione...

gaggiolo non cominciare a fare il freud del cazzo e poi guarda che tocca a te fare il mazzo

ieri ho letto...

AHAHAHAHAHAH l'angelino che legge! AHAHAHAHAHAH

ieri ho letto.....

HHAHAHHAHHAHAHHAHAH vabbè cazzo hai presunto di leggere?

ho letto che un maschio prova il desiderio di fare l'amore

fare che?

l'amore

scopare quindi?

beh sì

AH ECCO!

allora secondo gli studi di una salcazzo dottoressa in salcazzo cosa un maschio prova il desiderio di fare l'amore

SCOPARE QUINDI

cazzo tacete cazzo! ok, di scopare circa 40 volte a settimana

all'ora vorrai dire?

mannò a settimana c'era scritto

e da qui evinciamo già che la dottoressa ha compiuto i suoi studi alla cazzo di cane su esemplari per nulla esemplari

cazzo giangi mica son tutti come te cazzo!

e fallo finire cazzo!

mentre la femmina prova tale desiderio una decina di volte a settimana

sì ma non la laura e la miarialuisa e la monica e l'ilaria e la stefania e la betty e la fabiola e la veronica e la clara e la giulia e la sabrina e la piera e l'alessandra e la caty e la roberta e la nicky e la...

EBBASTA gaggiolo cazzo! se frequenti solo delle gran zoccole non...

madeche? ma che cazzo hai capito cazzo?! io stavo dicendo che per loro è molto al di sotto della decina di volte cazzo!

con te forse gaggino eccheccazzo!

ah...forse sì...forse solo con me

o povera stella d'un gaggino!

ma andate a fare in culo và!

beh comunque angelino è troppo una teoria che non sta in piedi manco per il cazzo!

aspè mica ho finito...la dottoressa sostiene che tale differenza è dovuta ai differenti livelli di testosterone presenti nel maschio e nella femmina...che il testoquellarobalì sanno tutti che è l'ormone del desiderio

stamp a proposito vuoi che ti faccio una donazione di testo? che io...

mavadavial'ostia và! sei un pirla!

è troppo una teoria del cazzo...poi sta vaccata del testosterone come spiegazione eddai eccheccazzo!

e perchè sarebbe una cazzata?

allora facciamo che ragiono...

AHAHAHAHA

cazzo ridete?!

tu che ragioni è già una contraddizione in termini...vabbè vai avanti

facciamo che ragiono come si fa in matematica....

AHAHAHAHAHAHAHA

cazzo c'è ancora?!

tu che conosci la matematica nun se pò sentì cazzo! embè caro il nostro pitagorone...continua cazzo!

si ma se mi fermate ogni volta cazzo come...vabbè facciamo che ragiono normalmente valà che è meglio...allora io sono un maschio che...

AHAHAHAHAHAH

ossignur e adesso?

cosa sei te?

un maschio che...

AHHAHAHAHAHAHAHAH vabbè continua ...te sei un maschio o presunto tale che...

che cammina in corso buenos aires...ebbene quante belle ragazze appetibili incrocerei mettiamo alle sei del pomeriggio e che mi tromberei seduta stante? facciamo una ventina?

AHAHAHAHAHAHAHAH facciamo una ventina di decine di centinaia di migliaia...che te sei selettivo come...

mavaffanculo stamp statti zitto cazzo! allora facciamo che ora ragiono come in matematica per assurdo...mettiamo che per assurdo io sono una femmina

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH cazzo mammut portaci tre pappagalli subito cazzo! ma subito! e vuoti porca troia...che l'altro ieri ce li hai portati troppo pieni testa di cazzo d'un marocchino! desciulati che sennò al cesso non ci arriviamo cazzo! che se poi per sfiga è pure occupato cazzo....!!!

embè che cazzo c'è ancora da ridere porca troia?!

figa angelino il fatto che tu ti ponga nei panni di una femmina è un ragionamento che ha tutto tranne che dell'assurdo cazzo!

ma andate a cagare teste di minkia! con voi si può parlare solo di figa e di calcio cazzo!

ah perchè adesso di cosa si stava disquisendo secondo te...eh? di antropogia? di sociologia?

beh un pò si

ma và a ciapà i ratt casso! a propo: avete letto l'ultimo di philip roth?

NO

e l'ultimo mcewan?

NO

la vogliamo o non la vogliamo finire 'sta cazzo di mano? figa gaggiolo è mezz'ora che tocca a te cazzo! che cazzo stavi pensando?

pensavo a cosa devo ricordarmi di dimenticare

e cosa devi ricordarti di dimenticare?

cazzo non me lo ricordo...sennò mica ci pensavo no? ah sì devo ricordarmi di dimenticare di pagare l'abbonamento rai...beh comunque io calo il mio bel due...bello di picche...anche in senso metaforico

AH!

Eccolo là che ha fatto la sua bella cagata! Cazzo giangi ma come cazzo si fa a ballare adesso il sette? Ma come cazzo stai?! Facciamo ‘na bella cosa piantiamola qui che è uno strazio.

Alla cassa!

Gaggino puoi anticiparmeli tu che sono a secco sparato?

Eggià io invece ho le banconote da 500 che mi escono dal buco del culo!

Minkia eccoli che tergiversano!

E tergiversiamo sì cazzo! Mammut segna và! Come siamo messi?

Siete messi che posso decidermi ad alzare di un piano la villetta di hammamet!

Ah! Minkia!

Ieri notte sono andato su quel tuo cazzo di bloggo…certo che ne scrivi di puttanate! E poi ho notato che la scicla è meno invasiva e pervasiva

Mah! Ieri la Lory ha messo in forno una torta al cioccolato con la scritta “gaggino sei troppo il mio amore” ed è venuta fuori con “un bacio al gaggio…sempre da scicla”

Che facciamo? segnarsi che domani sera c'è inter-parma...che facciamo? mangiamo qui prima della partita o ognuno a casetta sua?...boh ci sentiamo domani stesso ok?

sì ma adesso ci spariamo un salto dal fenomeno o quel cazzone sta ancora impantanato al cantiere?

Io vado a casa che domani c’avrei un matrimonio

Giaggiolo ma che vita dimmerda fai?!

Portatemi a ground zero e seppellitemi cazzo!

CIAO MAMMUT! MA LO SAI CHE TE SET PROPI UN MARUCHIN DE MERDA! EH LO SAI?

PREMESSA: doverosa premessa
per dirla
anzi per scriverla alla woody allen
"l'ultima donna in cui sono penetrato è stata la statua della libertà"
WAITING FOR...
da buon maschio medio e mediocre nella mia sconfinata mediocrità
e nella mia più che confinata mascolinità
debbo ammettere che sono irreversibilmente attratto durante il mio cazzeggiare fra blog(s)
e nel mio bloggheggiare fra cazzi e fighe e culi e tette
debbo ammettere che sono irrimediabilmente attratto dalla "letteratura pornoerotica" che furoreggia su splinder
e non solo su splinder beninteso
sono ammaliato dalla visione di alcuni avatar
non oppongo alcuna resistenza a quel clic su quel paio di gambe stentoree
su quelle labbra rosso porpora che addentano una mela ancor più rossa
visito il profilo
leggo e rileggo gli ultimi commenti
sfoglio l'album fotografico
avidamente
furiosamente
gesti meccanici nella lor propria automaticità
gesti automatici nella lor propria meccanicità
tutto animalescamente istintivo come aggiungere una manciata di polvere anticalcare al detersivo per la lana e i colorati e i delicati prima di una bella macchinata
in modo tale da prevenire o per lo meno contrastare il progressivo deterioramento degli ingranaggi della lavatrice
una sorta di artrosi senile che colpisce i più comuni eletrodomestici
e pure quelli meno comuni naturalmente
e così avviene che mi ritrovo a leggere i più variegati racconti a sfondo sessual-porno-erotico
talmente variegati nella loro debordante ed immaginifica fantasiosità che al termine del primo capoverso è come se li avessi letti tutti
e così avviene che sopraffatto da un incontenibile stato di eccitazione intellettuale
ancor prima ed ancor più che carnale
così avviene che mi accingo ad offrire il mio modesto contributo al fine d'ampliare la varietà di cui sopra
e dunque il titolo: L'ARTE D'AMARE E ANATOMIA DELLA DISTRUTTIVITA' UMANA
deinde lo svolgimento
due punti e a capo
aperte le virgolette
ho trovato la porta d'ingresso aperta
il nostro segnale
IL SEGNALE che non ci stavi dentro più
puntuale come un orologio svizzero alle 20 e 45 facevo rientro da un estenuante turno in reparto
un turno come tanti
ma pur sempre estenuante
ti ho trovata abbandonata sul tappeto del soggiorno che ti accarezzavi a livello del quadrante superolaterale del gluteo di sinistra
e con il terzo dito della mano destra infilato nel cavo orofaringeo sino all'altezza della falange mediana
sguardo inequivocabilmente voglioso il tuo
intenso come solo sa esserlo quello della mia cipollotta amorosa
non ho saputo resistere e mi sono dapprima tolto la giacca e poi i pantaloni con una selvaggia furia
e li ho riposti sulla poltrona padronale facendo attenzione a non spiegazzarli troppo
che il completo di ricambio non è ancora pronto
che sono appena passato alla lavanderia del centro commerciale di assago e la gentile signorina si è scusata per il colpevole ritardo nella consegna "che ci scusi dottore ma in questi giorni ci abbiamo un sacco di lavoro che la gente è tornata dalla montagna soprattutto la valcamonica e come lei sa le tute da sci sono un casino da lavare e soprattutto stirare e poi la giusy è in malattia per una forma influenzale che le ha preso l'intestino ma secondo lei e mi scusi anche perchè me ne approfitto non sarà il caso di prendere l'enterogermina? si chiama così giusto?"
poi mi sono sfilato le mutande della cagi e i calzini bianchi che uso solo al lavoro
e poi ho messo su un cd di claudio lolli e mi sono gettato su di te come un ossesso
sentivo il sangue salire verso il lobo temporale e poi verso il nucleo ceruleo e poi l'amigdala e poi tutto il resto
lo sentivo ridiscendere a rotta di collo verso il mio cazzo ormai in inarrestabile fase di allungamento ed ingrossamento ed indurimento
sarà stato almeno 14 centimetri e 7 con una circonferenza di circa 9,2
ed un grado di indurimento che non saprei definire non conoscendo l'unità di misura del livello di durezza dei cazzi
e ti ho infilzato di brutto
eri già un lago da stamattina alle sette e mezza- otto meno un quarto al massimo
come mi hai riferito tramite il fax che hai inviato al centralino dell'ospedale e che mi ha portato su in reparto e consegnato il primario della chirurgia vascolare il professor castelli che passava da quelle parti per puro caso
ed allora ho cominciato a sbatterti con una violenza inaudita come piace a te facendo però attenzione a non fare troppo leva sulla gamba sinistra che da quando ho preso quella brutta distorsione alla caviglia mentre uscivo dalla vasca non sono più me stesso
ed i cui strascichi strascico ancora a distanza di 987 giorni e 13 ore
circa
se mal non rimembro
non sono più il mandrillo di un tempo ahimè
e poi mi hai implorato di tirare fuori le bende
ma cazzo! le ho dimenticate nel bagagliaio della mimì
"che faccio mia bella troiona? scendo in garage?"
"mannò lascia stare per questa volta che non ci sto dentro più se tu non mi entri troppo dentro subito cazzo!"
e quindi ho dovuto sopperire con una trentina di garze sterili che ti ho appioppato tramite l'ausilio di appositi cerotti e sparadrappi
ti ho rivoltata come un calzino e mi hai mostrato il buco del culo
quando è squillato il telefono
il fisso intendo
che il cellulare ho avuto l'accortezza di spegnerlo naturalmente
che nelle ore di reperibilità non vorrei sorbirmi i pianti di qualche casalinga repressa e depressa o di qualche signorina della milano bene in paranoia perchè il suo barboncino s'è beccato la laringotracheite virale (fanculo la deontologia professionale!)
d'altronde sappiasi! quando scopiamo nessuno ma proprio nessuno ci deve rompere i coglioni
il telefono ha smesso di strillare ed io ho divaricato il tuo sfintere e mi apprestavo ad infilargli la mia sempre più avida lingua nonostante la fastidiosa glossite che mi affligge da quando ho mangiato quella pizza al trancio la settimana scorsa da gennariello
ma poi so bene che l'ingrossamento della lingua a te non provoca altro che un surplus di piacere
insomma mi apprestavo a tutto ciò quando il telefono ha ripreso a squillare
e tu "gaggino non è che saranno quelli di bottega verde? che ho appena ordinato la crema per lo scrubbing"
allora mi sono rialzato ed ho risposto
no, non erano quelli di bottega verde
erano quelli di sky
stavo già riponendo con un certo disappunto la cornetta quando mi è stato proposto un pacchetto calcio più tennis col grande slam più le finali del campionato NCAA e NBA a soli 39 euri
e novanta
allora ho chiesto ulteriori informazioni e mi sono soffermato una quarantina di minuti mentre tu hai colto l'occasione per controllare se le lenzuola stese in terrazzo erano asciugate a dovere
mi fai impazzire quando sei così maiala da uscire in terrazzo con la tua vestaglia rosa a strisce orizzontali celeste carta da zucchero
sei troppo audace cazzo! che porca!
il nostro terrazzo che dà proprio sul sagrato della basilica diobono!
sei troppo trasgressiva cazzo!
e mentre contrattavo con quelli di sky un avviso di chiamata urgente ha fatto sì che interrompessi la conversazione ed ho preso l'altra linea
era tua madre che chiedeva se domenica si andava a pranzo da loro
che mi preparava la gallina lessata
che lei sa bene a me fa diventare matto da tanto ne sono ghiotto
ed io "antonietta...tua mamma chiede se..."
e tu "va bene, però non prima della una e mezza che domenica mattina devo fare un salto al mercato a vedere se trovo una camicetta per il battesimo del bambino della patty"
e siamo rientrati in soggiorno
ti ho presa con una forza bruta e ti ho scaraventata sul tavolo in massello disegnato da piero lissoni per molteni&C
ti ho immesso il glande in bocca
ed ho spinto il più violentemente possibile
ed il più profondamente
tanto che forse sono penetrato in esofago
o in trachea
non saprei dire
che il mio glande non ha ancora la necessaria sensibilità per distinguere i due diversi tipi di mucosa
e tu hai avuto un rigurgito
un conato
ed un principio di nausea tanto che ho dovuto praticarti una iniezione di plasil per via intramuscolare
ma mai sazia ti sei di nuovo avventata sul mio cazzo sempre più voracemente
ed ha trillato il campanello della porta d'ingresso
mi sono rimesso alla bellè meglio la camicia azzurra ed il vestito
che non poteva essere altri che l'idraulico per quella cazzo di riparazione della braga del water
e si sa che gli idraulici sono introvabili come un ago in un pagliaio
o come una paglia in un agaio
indi per cui l'ho fatto entrare
tu te ne stavi ancora nuda sul tavolo e ti titillavi furiosamente il clitoride
io so bene che avresti voluto "una cosa a tre"
ho ammiccato al ragazzo
un bel morettone alto e muscoloso e bello sudato nella sua provocante tuta blu
occhi neri e profondi come il triangolo delle bermude
ma quello ha ribattuto che non poteva "divagare" e che se preferivamo sarebbe passato la mattina seguente...che sennò il suo datore di lavoro lo avrebbe lasciato in mezzo alla strada che era ancora in prova e non poteva sgarrare e tardare
e poi c'aveva ancora un paio di rubinetti ed un vano doccia da siliconare negli appartamenti del vicino isolato
"evabbè fammi sto lavoretto
il bagno è in fondo a sinistra...occhio a non inciampare nel pavimento che è troppo zozzo e appiccicoso che i mestieri li facciamo domani mattina...noi"
mi sono avventato di nuovo su di te e l'eccitazione aveva raggiunto tali livelli che ancor prima di entrare in contatto con la tua pelle morbida ma soda e levigata come certi scogli delle coste di sardegna
ancor prima di ciò ti ho sborrato almeno un 23 millilitri di sperma a livello del tuo ipocondrio sinistro
avrei voluto darti di più
ma la sera prima mi ero svuotato troppo i coglioni a furia di seghe mentre mi beavo alla vista della partita dell'inter coll'empoli
quarti di finale di coppa italia
mica cazzi!
allora mi hai chiesto i kleenex per asciugarti ed in mancanza di quelli ti sei sfilata i gambaletti color carne della pompea
io sono andato al cesso di servizio
pisciatina
scrollatina
e già che c'ero cagatina
sigarettina
bidet
poi di nuovo da te
distesi sul divano
abbiamo alzato il volume a palla
claudio lolli permeava l'aere con la sua voce calda e sensuale
e le parole che tanto sanno essere eccitanti per me
per te
per noi
chiuse le virgolette
(dovrei apporre una breve postilla ma me ne manca il tempo e soprattutto la voglia)
vabbè ciao
ancora sigarettina...valà


postato da: gaggio alle ore 12:41 | Permalink | commenti (25)
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01/04/2009
VOGLIO DIRE SEMPRE SI
Alice ama i gatti
amore ampiamente ricambiato
che non s'è mai visto nè sentito che un gatto non amasse
l'Alice
Alice adesso abita in un appartamento appioppatole dal Comune in base a criteri di assegnazione di cui nemmanco l'assegnatario comunale di appartamenti ne conosce minimamente la logica
ammesso e non concesso che tale logica esista
e se esiste una logica
quella tale logica
pare a molti
se non a tutti
al di fuori di ogni logica
ma questa è un'altra storia
Alice è una vera artista
una artista a tutto tondo
e a tutto cuore
e culo e stomaco
e lacrime e sudore e sangue
e colpi di pennello o di scalpello
che paiono frustate
urla e furore di forme e di colori
Alice vive di esperimenti
e soprattutto d'espedienti
che con la pittura si fa la fame
e paradossalmente con la scultura ancor di più
sebben si abbiano "le mani in pasta"
Alice si mantiene truccando saltuariamente qualche attricetta nei camerini della sede Rai di Corso Sempione
Alice mi fa qualche massaggio shiatsu
una ventina d'euri a seduta
una parcella di favore giusto perchè sono un amico
Alice sostiene che sono oppresso dalle energie negative
Alice è convinta che devo liberare le mie energie positive
Alice mi parla ed io l'ascolto
ma non la sento
Alice mi parla ed io la sento
ma non l'ascolto
Alice mi risulta muta come un pesce
Alice con me non sa più che pesci pigliare
e tutto questo in rispetto e a dispetto di cotanto nome
Alice ha una mamma che si chiama Nicoletta
la mamma di Alice ha un cancro
al pancreas
la mamma di Alice sta al reparto "terminali"
massimo tre mesi e la mamma di Alice se ne andrà
chissà dove e chissà perchè
mamma Nicoletta ormai non parla più
nè vede nè sente
forse riesce a comunicare solamente col suo adorato merlo indiano
l'unico essere vivente disposto a darle retta
da molti anni a questa parte
Alice ha un papà che si chiama Federico
Chicco per gli amici
un nomignolo da fighetto metropolitano
di quei fighetti tutto happy hours e "uella raga ci vediamo stanotte al Country Club per quattro salti ok?"
un nomignolo che mal si addice ad un ometto che è un magazzino d'ossa
che parla solo il milanese stretto
tanto gioviale e sorridente con gli sconosciuti quanto despota e burbero coi suoi "cari"
le sue "care" per meglio dire
per meglio scrivere
che Alice è la terza di quattro sorelle
la prima si chiama Cinzia e vive a Parigi
anzi sopravvive a Parigi
la Cinzia fa la ballerina di danza moderna e la cantante in un gruppo postavanguardista talmente post nel suo avanguardismo che nessuno se lo fila
troppo indietro nel suo sperimentare in avanti
troppo avanti nel suo ricercare le origini che stanno dietro
la seconda sorella si chiama Delfina e fa la mamma di due bimbi il cui padre s'è dato alla macchia
forse mediterranea...forse no
la Delfina fa la mamma e fa le pulizie negli appartamenti dei notabili del quartiere
e delle loro mogli che non hanno tempo per fare le mamme dei loro figli
nè tantomeno le pulizie nei loro appartamenti
altrimenti che cazzo di notabili sarebbero i mariti di cui son mogli!?
l'ultima si chiama Egluge e vive lassù in montagna
la Egluge campa facendo tatuaggi ai montanari che ne fanno richiesta
la Egluge dunque vive respirando aria pura
in definitiva la Egluge campa perchè ha un compagno che fa il camionista e gira per l'Europa di giorno e di notte
fa il camionista il Giovanni
guida e tira giù bestemmie
e tira su di coca
di tanto in tanto
sempre più sovente per la verità
tanto che la Egluge vede sempre meno soldi ed erroneamente immagina che vadano a finire nelle borsette di qualche zoccola da marciapiede
immaginazione dettata dai soliti luoghi comuni che riguardano i camionisti
quei puttanieri!
la Cinzia e la Delfina e la Egluge hanno gli occhi verdi ed i capelli biondi
Alice ha gli occhi neri e profondi
e capelli lunghi e corvini
oggi mi son deciso ad andare a trovarla nella sua nuova casa
son passati almeno sei mesi dall'ultima volta che ci siamo incontrati
s'era lungo i corridoi del mercato rionale
zona pescivendoli
"Ciao come va?"
"Così così...e tu?"
"Così così"
"Vabbè ciao"
"Ciao"
Alice è di poche pochissime pocherrime parole
il che non guasta soprattutto quando ci si incontra al mercato
nella zona pescivendoli
che raccontarsi l'esistenza è già un supplizio
lo è ancor di più col delicato aroma delle trote e dei branzini mezzi vivi e mezzi morti che s'infila nelle narici
ed il malcelato timore che un'anguilla ribelle riesca a fuoriuscire dalla sua vaschetta per inoltrarsi laddove pochi son disposti a farsi inoltrare
specie da un'anguilla
o forse mi sbaglio
e di grosso!
forse non son poi così pochi...forse
suono il campanello
nessuna risposta
alle mie spalle i fragori della statale Emilia
stridore di pneumatici e di frenate
i soliti improperi
e braccia fuori dai finestrini
levate in cielo a minacciare di morte atroce quel rincoglionito lì davanti che frena di colpo senza motivo..."Cazzo fai?! muoviti pezzo di merda! scendi giù che ti sfondo il cranio lurido bastardo! (che sennò mia moglie mi prende a randellate se faccio tre minuti di ritardo cazzo!-omissis)"
tutti che diventano potenziali ed impavidi e truci assassini mentre si cagano addosso dalla paura di una ramanzina perchè si scuocion le pennette al ragù preparate con tanto ma tanto amore...cazzo...
entro in casa accerchiato da un buio pesto
solo un barlume penetra dalle fessure dell'unica finestra di quello m'immagino essere un ampio salone comprensivo di cucina
"Alice...Alice ci sei?"
odo solamente un flebile lamento
che diventa sempre meno flebile
la figura disegnata nell'oscurità da una vestaglia di raso bianco s'avvicina
i contorni spezzati dalla sagoma di una folta chioma che cade sulle spalle
rumore di zoccoli che si trascinano sul pavimento in marmo
uno scintillìo fulmineo m'abbaglia per un istante
è lei
Alice che avanza verso di me
il braccio sinistro penzola inerte lungo il fianco
l'altro è levato sopra la testa e nella mano impugna un coltellaccio da macellaio
"Alice ma che cazzo...!?"
il flebile lamento si tramuta in un pianto vero
non disperato
un pianto ancora sommesso
si avvinghia a me
appoggia la testa sul mio petto
abbandona l'impugnatura del coltello che cade sul pavimento
solo in quel momento mi rendo conto di sentire un odore acre di bruciato
solo in quel momento m'accorgo del gioco di riflessi che si crea
la lama del coltello che lungo la traiettoria della sua caduta s'incontra con il raggio di luce proveniente dalla finestra
e da quel gioco di riflessi nasce una visione fugace
lì nell'angolo in fondo a sinistra
è una stufa a carbone
sulla piastra soprastante le forme di una bambola
stringo Alice
e la mia stretta si fa sempre più forte
Alice che trascorreva le sue vacanze estive nella vecchia casa colonica che ancor oggi s'affaccia a picco sul mare
quella vecchia casa
enorme e bianca
abbarbicata fra i dirupi della scogliera
Alice che sognava
sognava che ogni notte un bimbo moriva
suicidio con ogni probabilità
Alice che al mattino guardando dalla finestra della sua cameretta immaginava di vedere una nuova tomba
laggiù sul prato verdissimo destinato ai giochi
un cumulo di terra da cui spuntava la mano di un bimbo
rivolta al cielo
forse l'ultimo disperato tentativo di chiedere aiuto
più probabilmente il gesto di chi vuole rivendicare ancora la propria presenza
la propria esistenza
quella presenza e quell'esistenza d'un bimbo di cui nessuno pareva accorgersene finchè era in vita
Alice che si sognava quella morìa notturna di bimbi e di bimbe
i suoi compagni di vacanze che se ne andavano
per sempre
Alice che si ritrovava da sola sul pulmino che la riportava in città
Alice che ritrovava mamma Nicoletta e papà Federico
e poi la Cinzia e la Delfina ad attenderla lì sul piazzale antistante il capolinea dei bus
Alice che lasciava una bianca ed enorme casa colonica
e un cimitero le cui croci erano piccole mani levate al cielo
e allora rilascio la mia presa dai fianchi di Alice
mi libero dalle sue braccia che ancora vorrebbero avvinghiarmi
non oso premere il tasto della corrente
la troppa luce è la peggior nemica della verità
innesco la fiamma del mio Zippo e mi dirigo verso la stufa
no...non è una bambola
odore acre di carne bruciata
per un tempo troppo breve
o forse troppo lungo
Alice è stata madre...

...ma tutto questo Alice non lo sa
postato da: gaggio alle ore 11:07 | Permalink | commenti (13)
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