Uèlla Gaggio! finalmente chi non vive si rimuore! O forse è il contrario...ma lo sai da quanto tempo è che non ci incontriamo?
No, non lo so
Saranno almeno quattro mesi. Anche tu qui per l'Inter? Mammut, un gutturnio per me e il solito per il Gaggio. Doppio mi raccomando! Non fare il solito tegnone!
Minkia sti marocchini del cazzo stanno sempre striminziti con le dosi. Che poi Mammut è tunisino. Ma sempre marocchino del cazzo rimane, o no? Lo sai che è così no?
No,non lo so
Ma lo sai come finisce stasera? Eh, lo sai?
No, non lo so
Vinciamo uno a zero. Dominando in lungo e in largo. Gol di Oba Oba.
Sicuro come la morte.
Lo sai a cosa stavo pensando prima che tu arrivassi? Eh, lo sai?
No, non lo so
Pensavo che io sono un artista. E pensavo alla funzione dell'arte e dell'artista.
E sai a che pensavo?
No, non lo so
Pensavo che io non so cos'è l'arte per cui non sapendo cos'è non saprei definirne la funzione. E non sapendo questo non so neppure qual è la funzione dell'artista. Ma io so di essere un artista. Un pò incompreso. Altrimenti non passerei 12 ore in una cella frigorifera a catalogare quarti di manzo. Io che dovrei essere catalogato su un catalogo cazzo!
E lo sai perchè sono incompreso, eh lo sai?
No, non lo so
Tu sì che mi comprendi cazzo! Sono incompreso perchè sono brutto e sporco e soprattutto senza una lira in tasca. E non ho una casa e non ho una famiglia e bevo come una sanguisuga e quando mi presento dai galleristi quelli storcono il naso mentre sorseggiano champagne avvinghiati alla solita zoccolona e mi chiedono se ho 3500 euri tanto per iniziare. Ma cazzo sei tu che devi dare la grana a me e non il contrario pezzodimmerda!!!
E allora lo sai che cosa voglio fare, eh lo sai?
No, non lo so
Voglio fare come il Giuliano. Lo sai cosa ha fatto il Giuliano no?
No, non lo so
Il Giuliano s'è prima sposato, ha prolificato. E quando uno prolifica l'ispirazione sale alle stelle. Perchè è noto a tutti che un figlio ti riempie la vita e ti apre nuove prospettive e vedi il mondo e la vita sotto nuove angolazioni e quando vedi il mondo e la vita sotto nuove angolazioni la tua arte ne risulta, come dire, amplificata ed ha cominciato a ridarci dentro di brutto ed ha sfornato capolavori su capolavori ma non perchè si sentiva sereno per aver messo al mondo un figlio. Si sa che la serenità interiore è nemica dell'arte e della creatività e della fantasia. Cazzo mi sto incasinando! Comunque il Giuliano è entrato in crisi perchè ha cominciato a pensare pensieri strani. Ha cominciato a pensare che suo figlio aveva una parte del suo patrimonio genetico. E questo pensiero lo ha mandato fuori di testa. E pensava anche che mettere al mondo un figlio in questo mondo dimmerda è stato un gesto ignobile. E di puro egoismo. Insomma i soliti pensieri del cazzo che vengono in testa al Giuliano. Come se il mondo di un tempo era migliore! Ma non spariamo minkiate! Vallo a chiedere ad un operaio di Manchester se stava meglio adesso o agli inizi dell'800! O a una casalinga di Voghera vai a chiedere se preferisce ritornare al medioevo. E tutte quelle menate sulle guerre e la fame e la sopraffazione dei potenti e dei ricchi sui poveri...vai a vedere se nel 1100 dopo Cristo c'erano meno morti ammazzati e di fame e di stenti e malattie e soprusi e tutte quelle minkiate lì.
Dicevo che il Giuliano è entrato in crisi e si è separato ed è un miracolo che non si sia pure sparato. Ma queste sono cose sue.
E' partito. E lo sai dove è andato? Lo sai dove deve andare un artista che vuole non dico sfondare ma almeno far conoscere la propria arte, eh lo sai?
No, non lo so
E' andato a New York. Cazzo da quelle parti c'è spazio per tutti. E per tutto. E' si o no la patria della libertà d'espressione? E' sì o no il laboratorio del nuovo e del mai visto e del mai sentito?
E spantegava i suoi quadri per le strade e la gente si fermava e qualcuno comprava. Tanto si sa che gli americani, fondamentalmente, non capiscono un cazzo di pittura. Comprano e basta.
Cazzo è pur sempre il quadro di un italiano e ci sta troppo bene sopra la cappa del cucinotto!
Ma gli americani si stancano presto e il Giuliano ha dovuto cambiare repertorio. E si è dato all'arte provocatoria. Quella che provoca. Gli americani sbavano per quelle stronzate tipo il Cattelan. Quello che appendeva i bambini agli alberi e faceva le statue del Woityla che porta la croce. E' una provocazione. Tutti a osannare e a plaudire e a esaltare. Critici e pubblico. A me provoca solo il voltastomaco e per farmelo passare mi metto a sfogliare un qualsiasi tomo sul Caravaggio. E sai che cosa si è messo fare il Giuliano per stare al passo coi tempi ed il gusto? Lo sai?
No, non lo so
S'è messo a fare la cacca. Un'idea già vista a dire il vero. Ma c'era chi se n'era scordato.
Esponeva i suoi merlotti sul marciapiede della Quinta. Ed ecco che quelli del MOMA se lo sono subito accalappiato. Una bella personale nello stand principale. Che poi era un'opera singola. Uno stronzo appena sfornato. Un'opera in divenire. Così recitava la didascalia. Ed infatti il Giuliano tutte le mattine si recava al MOMA e ci pestava sopra un'altra cagata. Ed il montarozzo fecale cresceva di giorno in giorno. Sino a raggiungere dimensioni colossali. Come il successo di critica e di pubblico.
E poi sai cosa è successo, lo sai?
No, non lo so
Un giorno arriva al MOMA un gruppo di bambini autistici con accompagnatori al seguito. Assistenti sociali alquanto solerti. Ma inerti. Un bimbo s'è staccato dal gruppo e si è gettato sull'ammasso dimmerda. E sai come sono certi bambini autistici, lo sai no?
No, non lo so
In rarissimi casi sono coprofagi. Si cospargono dimmerda e la mangiano. E quel bimbo s'è divorato tutto ma proprio tutto. Sotto gli occhi attoniti dei visitatori. Chi rideva, chi urlava, chi piangeva. Chi era attonito appunto. E chi scattava fotografie da tutte le posizioni.
Ma nessuno ha mosso un dito. Troppo spettacolare l'evento. E poi c'era pur sempre la necessità di sporcarsi le mani. E chi è disposto a sporcarsi le mani al giorno d'oggi? Chi?
Comunque è andata a finire che il bimbo è diventato una star del Lettermam Show e una decina di fotografi, non certo professionisti che stavano lì quasi per caso, hanno pubblicato albums che hanno venduto milioni di copie in tutto il globo terracqueo. Ora il bimbo, anzi la madre e il padre e il fratello e la sorella e i nonni del bimbo sono miliardari e stanno in uno sfavillante chalet nel Connecticut. Il bimbo sta in una stanza di non so quale clinica. E lo riesumano per lo Show e qualche comparsata nelle situation comedy. Ed i fotografi espongono alle biennali e alle triennali e alle quadriennali. E il Giuliano è rimasto lì come un pirla. Senza nulla in tasca. Nemmeno uno straccio di merda. Solo due rotoli di carta igienica.
E lo sai che ha fatto, lo sai?
No, non lo so
E' tornato in Italia ed è finito a lavorare in un calzaturificio di Ascoli. E sai cosa mi ha detto della sua esperienza americana, lo sai?
No, non lo so
New York? Bella cittadina! Certo non è Ascoli, non è Foggia.
Tèl là, evvaiiii! Grande Oba oba! Uno a zero e tutti a casa.
Ma lo sai chi ho incontrato sulla 91, lo sai?
No, non lo so
La Elsa. Lo sai che non dipinge più. Adesso fa la massaggiatrice shiatsu. Almeno così dice.
Era tutta bella contenta. Per quanto possa essere contenta la Elsa. Lo sai com'è la Elsa no?
No, non lo so
Non è mai contenta. E come potrebbe essere diversamente?! Senza un uomo da amare, almeno da amare, che poi se si è anche riamati è un optional, un di più che non guasta certo, come il tom tom sul cruscotto della macchina, vabbè ma questa è un'altra storia. E poi la Elsa c'ha anche lo sfratto esecutivo alle porte. Lo sfratto e la polizia. Alle porte e alle calcagna. Era contenta perchè s'è rassodata le caviglie e le gambe e le cosce ed il culo. E lo sai come se l'è rassodate, lo sai?
No, non lo so
Facendo delle gran camminate all'aria aperta. E lo sai che le ho detto, lo sai?
No, non lo so
Le ho detto che visti i risultati le avrebbe fatto bene camminare anche un pò sulle tette.
E lei mi ha voltato le spalle gridando "Charly vaffanculo!!!". Grande la Elsa! Così bella così fiera vai e non fermarti mai!
Cazzo e lo sai anche a cosa stavo pensando? Lo sai?
No, non lo so
Pensavo al suicidio. Ci penso spesso. Ci penso ad ogni istante della mia sporca vita. Che non ha mai pietà e non è mai finita.
Pensavo che non avrei mai il coraggio di suicidarmi.
Perchè in fondo pur sapendo che polvere ero, polvere sono e polvere ritornerò non mi va di lasciare nello sconforto chi mi ama. Te compreso. Pensavo a questo. Al suicidio come atto d'estremo egoismo. Ed alla mancanza di coraggio come espressione di grande altruismo.
E pensavo che non è vero neppure questo. Pensavo che il suicidio è un atto e basta. Cazzo me ne può fregare degli altri quando sarò polvere e cazzo gliene frega agli altri di me quando sarò un mucchietto di polvere? Insomma del suicidio in realtà non so che cazzo pensare. Questo pensavo: che è meglio non pensarle certe cose. Perchè sono per loro stessa natura impensabili. Che se ci penso mi vien voglia di suicidarmi. E tutti a pensare che sono stato tremendamente egoista. Ma l'egoismo fa parte della natura umana o no? E allora perchè tutti, o quasi tutti, dovrebbero darmi addosso? Se l'egoismo è nella natura umana va accettato senza rompere troppo i coglioni, lo sai questo no?
No, non lo so
Ma lo sai da quanto tempo non ti si vede in sezione, lo sai?
No, non lo so
Saranno almeno 17 anni. Ma lo sai che facevi impazzire almeno la Vale e la Silvia, lo sai?
No, non lo so
Maddaiii! La Vale lo sai che apprezzava in te il grande raziocinio, la capacità d'analisi, tutte quelle robe lì insomma, lo sai?
No, non lo so
Tre anni fa s'è messa con un artista di strada. Uno di quelli che camminano sui trampoli e gonfiano palloncini a forma di trota salmonata per i bimbi. E poi è finita in comunità devastata dall'eroina e dalla ricerca dei soliti paradisi artificiali. Un'inferno cazzo!
E lo sai della Silvia, quella che stravedeva per te, per la tua fantasia, e l'irrazionalità e la creatività e tutte quelle robe lì, eh lo sai della Silvia?
No, non lo so
S'è sposata col ragionier Bosetti,l'economo della casa di riposo, tre figli e una villetta a Luino.
Te la ricordi la Silvia? Come ci piaceva prenderla in giro per ore ed ore. Imitavamo paro paro tutti i suoi gesti e ripetevamo come pappagalli tutte le sue parole. Che il Trinca s'incazzava perchè la riunione non poteva andare avanti in quel modo. E allora la Silvia si alzava e si metteva a ramazzare i pavimenti col mocio vileda. E lo scherzo finiva lì perchè a noi di ramazzare cazzo no proprio no!
E ti ricordi cosa continuava a dire la Vale?
Diceva che a lei le battute spiritose uscivano senza pensarci. Se le ritrovava in bocca. E a lei questo non andava giù. Non accettava il pensiero di ritrovarsi in bocca parole non pensate e magari non volute. E tu allora hai abbassato la zip della patta e hai tirato fuori il manganello dicendo "Se è solo questione di metterti a tacere..." Cazzo così meravigliosamente e rozzamente e volgarmente meraviglioso e rozzo e volgare cazzo!!!
E lei s'è innamorata da quel momento lo sai no? Lo sai che è stato da allora?
No, non lo so
Bèla lì! Che ti dicevo, uno a zero e tutti casa. Abbiamo risuolato le scarpe alla squadra dei Della Valle.Lo sai a che pensavo, lo sai? Mentre parlavo lo sai a che pensavo?
No non lo so
Pensavo che dovremmo continuare a frequentarci. Pensavo anche al tuo blog. Lo sai che leggo il tuo blog? O non lo sai?
No, non lo so
Pensavo che dovresti smetterla di scrivere le tue solite cose. Dovresti darci dentro con qualche bel post sulla politica, tipo "fatta la legge gabbato il reato", sulla vita e la morte e l'amore e l'inquinamento e la fame nel mondo e la guerra e la malattia. A proposito, lo sai cosa mi turba di questi tempi? Lo sai?
No, non lo so
Sono malato. Molto malato. Malatissimo. Malaterrimo. E mi sto isolando dal mondo.
Perchè l'effetto più atroce della malattia non è la malattia in sé stessa. Non i dolori e i sudori e gli spasmi e i deliri e tutte quelle robe lì. La cosa più atroce è che pensi solo a te stesso. A come venirne fuori. E più pensi a come venirne fuori più ti cacci dentro. Dentro alle mura dell'isolamento.
E non conta se gli amici o i parenti o chi per essi si prodighino per starti accanto. Fisicamente e spiritualmente. Non te ne importa nulla di questo. E rimani lì tutto concentrato sulla tua persona e sull'involucro che la contiene. E' questa la cosa più atroce. Che la malattia fa perdere il contatto con la realtà. O forse no. Che cazzo ne so...mi sa che sto delirando...per gli spasmi.
Lo sai cosa vorrei fare adesso? Lo sai ?
No, non lo so
O andare a puttane. Ma non ho i soldi. O andare allo zoo comunale per vedere le bestie feroci.
E guardare da lontano l'effetto chefffà.
Che è un pò la stessa cosa. Andare a puttane ed andare allo zoo intendo. Lo sai questo nevvero?
No, non lo so
Beh, Gaggio, ti saluto. Offri tu? A buon rendere.
Ciao e alla prossima. Domenica ci sono i gobbi, lo sai no che incontriamo i gobbi?
Lo so, lo so.
Charly è stato veramente piacevole conversare con te.
Sai una cosa?
Sai cosa penso riguardo alla funzione dell'arte e dell'artista?
No, non lo so
Penso che la funzione dell'arte sia indefinibile.
Però, almeno in parte, si può definire la funzione dell'artista.
E la funzione dell'artista è quella di non rompere il cazzo.
Quando gioca l'Inter.
Cazzo!
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Nella vita,
non si può essere
in disaccordo
su questo,
nella vita
occorre
darsi delle priorità.
Il lavoro,
la famiglia,
i figli,
la casa,
l'amore,
la salute,
la cultura,
l'arte...
tutte quelle robe lì.
Anche io
mi son posto
delle priorità.
Non nella vita.
Della vita.
Sulla vita.
Sono priorità
giornaliere.
E nel giorno
in cui
gioca l'Inter
la priorità
è l'Inter.
E' inutile
che stia a menarmela
per assecondare
magari il mio sogno
il sogno di una vita
la mia vita.
Quello di
diventare piastrellista.
E questa sera uscire
di casa
così
un pò controvoglia
giusto per farmi un goccio
e già che ci sono
guardare la partita
dell'Inter.
Sempre col chiodo
fisso
nella testa.
Il sogno
la priorità della vita
la mia vita.
Diventare
piastrellista.
Uscire di casa
e dopo
tre passi
un dolore incommensurabile.
Rivoli di sangue sul viso.
Cadere a terra.
E morire.
Dal balcone di sopra
distaccossi
una piastrella.



