io sono ciò che sono
io sono anche il luogo in cui mi trovo
io sono questa stanza con le tapparelle abbassate
io sono questa stanza coi quadri attaccati di sghembo
io sono questa stanza con le gocce di sudore salato che sedimentano sul pavimento in marmo
io sono questo smunto divano in cuoio
con la sagoma del mio corpo stampata sopra
come una sacra sindone
io sono questo corridoio invaso da riviste accatastate alla rinfusa
io sono quelle riviste colle pagine strappate che non leggerò mai
io sono questo terrazzo col suo strato di foglie ingiallite e secche
io sono questa fioriera di piante appassite
io sono l'abitacolo della mia mimì
io sono questi tappetini lerci di fango e di cenere e di bestemmie vane
io sono questi sedili bruciacchiati da lapislazzuli di sigarette fumate male e controvoglia
io sono questo volante che va per i fatti suoi
io sono questa via del centro
io sono questa strada coi suoi portici ricoperti di volantini con le roboanti offerte di questo e quell'altro ipermercato
io sono questo marciapiede infestato di mozziconi di sigarette macchiati di rossetto
io sono l'acqua di questo mare cristallino di un mare che qui non c'è
io sono questa montagna innevata di una neve che si è da tempo sciolta
io sono questo fiume che scorre lento e stanco
io sono questo fiume infestato e offeso
io sono questo fiume che infesta e offende
io sono questo cielo mezzo bianco e mezzo nero
io sono questo sgabello di plastica verde
io sono questa tastiera impolverata
io sono questo monitor impiastricciato di cadaveri di zanzare e chiazze di catarro
io sono quello che vedo scritto
io sono questo computer sempre più lento a muoversi
io sono questo hard disk arruginito da files temporanei e inutili e canzoni da non ascoltare più e fotografie da gettare nel cestino
io sono questo computer e la sua freccina e la sua clessidra
e la sua manina
la sua manina che mi saluta
io sono questo computer che mi dice a voce bassa
...che mi dice "addio"



