sin dall'adolescenza beveva come una spugna
litri e litri di vino al giorno
chè così era sicuro di dire sempre la verità
seguiva pedissequamente quel motto latino
ed ascoltava rapito le parole di sua nonna
"nani, ti te sèt un spetacùl, ma me racùmandi, spetacùlariza cun criteri...e...e sopra tùcc fidès minga de chi 'l se fida no di alter" (e soprattutto diffida di chi non si fida degli altri-NdApiT*)
a furia di bere si ritrovò a vent'anni con il fegato spappolato ed il cervello a brandelli
già ai tempi della sua venuta al mondo mostrava qualcosa di strampalato
appena uscito dal ventre materno si manifestò la sua balbuzie incipiente
come solo la calvizie sa esserlo...incipiente
ci impiegò tre mesi a completare il primo vagito dettato dallo spavento alla vista del mondo e di quel mostro che era l'ostetrica
colei che sapientemente aveva condotto per buona parte in porto il parto
ce ne vollero 5
ma di anni
affinchè classicamente riuscisse a completare il suo primo (e ultimo) "mamma"
era balbuziente in tutto
anche nei semplici gesti quotidiani
impiegava ore ad ingurgitare un analgesico
pisciava a scatti, a zampilli, a fasi alterne
rateizzava le defecazioni
quando faceva all'ammmore i suoi balbettanti orgasmi potevano durare intere mezze giornate (magari 2 intere mezze giornate)
il che sarebbe da considerarsi un vantaggio non indifferente se non fosse che Lei non poteva mica aspettare tutto quel tempo
si rivestiva, usciva di casa, o da chissà dove si trovavano
e spariva nel nulla
lasciandolo lì a godere di un piacere solitario e non condiviso
di come quando si dedicava ai suoi consueti atti di onanismo allo stato brado
ma ci sono sempre motivi più che validi per abbandonare un'alcova
sopraggiungono sempre cause di forza maggiore
il lavoro, la spesa al supermercato...un altro uomo in un altro letto
ormai in preda all'etilismo cronico ed acuto era assalito da incubi ed aveva incominciato a delirare
e a tremare
era tutto un tic
e a volte anche un tac
lui era tutto un muoversi a scatti brevi e ostinatamente ripetuti
ossessivi e compulsivi
sbatteva le palpebre con una frequenza tale che i suoi occhi grandi non si comprendeva se fossero sempre aperti o sempre chiusi
estendeva e ritraeva a ritmi vertiginosi il dito indice della mano destra
sicchè quando casualmente se ne accorse il gestore di una celebre discoteca della bassa padana che lo incrociò sul lungomare di alassio ecco! che da questo grand'uomo venne ingaggiato per le serate estive all'aperto
il suo compito consisteva nell'appostarsi accanto all'interruttore della luce
spegneva ed accendeva furiosamente
fino alle cinque del mattino
si beccava un "onorario" di ventimila lire
ed il gestore del locale non fu costretto a spendere milioni e milioni per installare l'impianto delle luci psichedeliche
ma durò poco la pacchia
il locale perse il suo appeal in favore di un altro luogo che proponeva altre e più attraenti attrattive
il popolo della notte è molto più nomade di una tribù rom
e non sa resistere a certi richiami
ondeggia come una massa informe da un angolo all'altro del globo
come una perturbazione più o meno atlantica
si ritrovò a tirare a campare di espedienti
per molto tempo scomparve alla vista di tutti
l'ultima volta fu notato mentre passeggiava nel parco
da solo e con un libercolo sottobraccio
stava salutando un cane randagio che transitava fra le aiuole
balbettava come sempre ed il cane perì di vecchiaia prima ancora che lui facesse in tempo a terminare quel suo " c..c...c...ciao f...f...f...fufy!"
scomparve di nuovo per un periodo che ai più sembrò interminabile
lo pare e lo è
interminale
a volte
un periodo
anche se dura un millisecondo
lo ritrovò la madre
steso lungo il pavimento di casa sua
magrissimo e deperito come non lo era mai stato
ancora balbettava
balbettava il suo ultimo rantolo di vita
un ultimo rantolo che durò una vita
poi se ne andò salutando tutti con un solenne
"NON MI AVRETE MAI CAZZO FIGA!"
proferito tutto d'un fiato
senza esitazioni e tentennamenti
come mai gli era riuscito
come mai gli era uscito
e questa notte
passeggiavo
per le via della città
un gatto nero
mi ha attraversato
la strada
la strada ed i pensieri
proprio lì davanti
a tre metri da me
non mi son fermato
non ho girato i tacchi
ho sfidato
la mia proverbiale
scaramanzia
ho levato gli occhi
verso il cielo
un cielo torbido
nella sua limpidezza
ho osservato la luna
luna piena di vuoto
e son passato oltre
niente potrà essere
come è stato prima
se lo è stato
litri e litri di vino al giorno
chè così era sicuro di dire sempre la verità
seguiva pedissequamente quel motto latino
ed ascoltava rapito le parole di sua nonna
"nani, ti te sèt un spetacùl, ma me racùmandi, spetacùlariza cun criteri...e...e sopra tùcc fidès minga de chi 'l se fida no di alter" (e soprattutto diffida di chi non si fida degli altri-NdApiT*)
a furia di bere si ritrovò a vent'anni con il fegato spappolato ed il cervello a brandelli
già ai tempi della sua venuta al mondo mostrava qualcosa di strampalato
appena uscito dal ventre materno si manifestò la sua balbuzie incipiente
come solo la calvizie sa esserlo...incipiente
ci impiegò tre mesi a completare il primo vagito dettato dallo spavento alla vista del mondo e di quel mostro che era l'ostetrica
colei che sapientemente aveva condotto per buona parte in porto il parto
ce ne vollero 5
ma di anni
affinchè classicamente riuscisse a completare il suo primo (e ultimo) "mamma"
era balbuziente in tutto
anche nei semplici gesti quotidiani
impiegava ore ad ingurgitare un analgesico
pisciava a scatti, a zampilli, a fasi alterne
rateizzava le defecazioni
quando faceva all'ammmore i suoi balbettanti orgasmi potevano durare intere mezze giornate (magari 2 intere mezze giornate)
il che sarebbe da considerarsi un vantaggio non indifferente se non fosse che Lei non poteva mica aspettare tutto quel tempo
si rivestiva, usciva di casa, o da chissà dove si trovavano
e spariva nel nulla
lasciandolo lì a godere di un piacere solitario e non condiviso
di come quando si dedicava ai suoi consueti atti di onanismo allo stato brado
ma ci sono sempre motivi più che validi per abbandonare un'alcova
sopraggiungono sempre cause di forza maggiore
il lavoro, la spesa al supermercato...un altro uomo in un altro letto
ormai in preda all'etilismo cronico ed acuto era assalito da incubi ed aveva incominciato a delirare
e a tremare
era tutto un tic
e a volte anche un tac
lui era tutto un muoversi a scatti brevi e ostinatamente ripetuti
ossessivi e compulsivi
sbatteva le palpebre con una frequenza tale che i suoi occhi grandi non si comprendeva se fossero sempre aperti o sempre chiusi
estendeva e ritraeva a ritmi vertiginosi il dito indice della mano destra
sicchè quando casualmente se ne accorse il gestore di una celebre discoteca della bassa padana che lo incrociò sul lungomare di alassio ecco! che da questo grand'uomo venne ingaggiato per le serate estive all'aperto
il suo compito consisteva nell'appostarsi accanto all'interruttore della luce
spegneva ed accendeva furiosamente
fino alle cinque del mattino
si beccava un "onorario" di ventimila lire
ed il gestore del locale non fu costretto a spendere milioni e milioni per installare l'impianto delle luci psichedeliche
ma durò poco la pacchia
il locale perse il suo appeal in favore di un altro luogo che proponeva altre e più attraenti attrattive
il popolo della notte è molto più nomade di una tribù rom
e non sa resistere a certi richiami
ondeggia come una massa informe da un angolo all'altro del globo
come una perturbazione più o meno atlantica
si ritrovò a tirare a campare di espedienti
per molto tempo scomparve alla vista di tutti
l'ultima volta fu notato mentre passeggiava nel parco
da solo e con un libercolo sottobraccio
stava salutando un cane randagio che transitava fra le aiuole
balbettava come sempre ed il cane perì di vecchiaia prima ancora che lui facesse in tempo a terminare quel suo " c..c...c...ciao f...f...f...fufy!"
scomparve di nuovo per un periodo che ai più sembrò interminabile
lo pare e lo è
interminale
a volte
un periodo
anche se dura un millisecondo
lo ritrovò la madre
steso lungo il pavimento di casa sua
magrissimo e deperito come non lo era mai stato
ancora balbettava
balbettava il suo ultimo rantolo di vita
un ultimo rantolo che durò una vita
poi se ne andò salutando tutti con un solenne
"NON MI AVRETE MAI CAZZO FIGA!"
proferito tutto d'un fiato
senza esitazioni e tentennamenti
come mai gli era riuscito
come mai gli era uscito
e questa notte
passeggiavo
per le via della città
un gatto nero
mi ha attraversato
la strada
la strada ed i pensieri
proprio lì davanti
a tre metri da me
non mi son fermato
non ho girato i tacchi
ho sfidato
la mia proverbiale
scaramanzia
ho levato gli occhi
verso il cielo
un cielo torbido
nella sua limpidezza
ho osservato la luna
luna piena di vuoto
e son passato oltre
niente potrà essere
come è stato prima
se lo è stato



